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Corot nella Valle Incantata: due secoli di arte

La pittura en plein air e quel soggiorno a Papigno che segnò una svolta nella vocazione dell’artista francese. Una giornata di studio a Palazzo Leoni Montani

TERNI –  A settembre 1826, durante il suo primo viaggio in Italia, Jean-Baptiste-Camille Corot immortalò la Cascata delle Marmore. Quella sosta nella natura umbra segnò una svolta nella sua vocazione artistica: nel fitto dei boschi della Valnerina Corot perfezionò la pittura en plein air, concentrandosi sulla luce.

A duecento anni dal soggiorno dell’artista francese nella Valle Incantata, la Fondazione Carit ospita un incontro sulla nascita della pittura all’aperto, il 16 ottobre a Palazzo Leoni Montani. Sarà un importante momento di approfondimento su una stagione fondamentale della storia dell’arte europea, in cui il paesaggio diventa protagonista e gli artisti lasciano progressivamente gli atelier per confrontarsi direttamente con la natura. Alle ore 16, nella Sala Paolo Candelori di, la conferenza  “200 anni di Corot nella Valle Ternana”, appuntamento del calendario 200 COROT 1826–2026 che ha ottenuto anche il Patrocinio del Consolato Onorario di Francia a Perugia.

La Fondazione, che sostiene ormai da alcuni anni il progetto Trekking Art – Idee di Paesaggi della Cooperativa Sociale Alis nell’ambito del quale è stato sviluppato il programma dedicato al bicentenario, sarà così anche il luogo di un confronto scientifico sul rapporto tra Corot, il viaggio in Italia e la grande stagione della pittura di paesaggio tra Settecento e Ottocento. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Emiliano Strinati, Presidente della Fondazione Carit.

Il primo intervento sarà affidato ad Anna Ciccarelli, Segretario della Fondazione Carit, con “La Valle incantata: Corot e i viaggiatori dell’arte nell’Italia centrale”, un approfondimento sul ruolo assunto dal paesaggio dell’Italia centrale nell’esperienza degli artisti e dei viaggiatori europei. L’ intervento offrirà anche l’occasione per anticipare alcuni dei temi della prossima mostra che la Fondazione Carit ospiterà a palazzo Montani Leoni ad inizio del 2027, dedicata a questa straordinaria stagione artistica e al rapporto tra i pittori del tempo e il loro paesaggio dell’Italia centrale.

Ospite di particolare rilievo sarà Anna Ottani Cavina, professore emerito di Storia dell’arte moderna all’Università di Bologna e presidente onorario della Fondazione Federico Zeri, da lei fondata e diretta fino al 2014. Studiosa di fama internazionale, ha dedicato una parte importante delle proprie ricerche alle origini della pittura en plein air, al paesaggio italiano e allo sguardo degli artisti europei sull’Italia tra Settecento e Ottocento.

Il suo intervento, “Quando i pittori lasciarono l’atelier per dipingere nella natura: da Thomas Jones a Corot”, entrerà nel cuore di quel passaggio decisivo che portò gli artisti a confrontarsi direttamente con la luce, la natura e il paesaggio, fino all’esperienza di Corot.

A portare anche uno sguardo dalla Francia sarà Stéphane Toussaint, direttore di ricerca del CNRS – Centre National de la Recherche Scientifique, studioso con una lunga attività di ricerca tra Francia e Italia. Il suo intervento, “L’Italia di Corot”, riporterà l’attenzione sull’esperienza italiana del pittore francese e sul ruolo assunto dal viaggio nella sua vicenda artistica.

A moderare l’incontro sarà Franco Passalacqua, artista ternano e Accademico di Merito dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, da anni impegnato nella ricerca e nella valorizzazione della stagione dei pittori plenaristi nella Valle Ternana, nonché ideatore del progetto “I luoghi ritrovati di una valle incantata”, nato per ricostruire e riportare all’attenzione il rapporto tra gli artisti europei, la Valle del Nera e i suoi paesaggi e dal quale ha preso forma anche il Museo Diffuso dei Plenaristi.

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