di Marco Brunacci
PERUGIA – The wind of Collazzone. Spira forte e rende incerto il futuro del centrosinistra dell’Umbria, nella versione Patto Avanti o come diavolo intende chiamarsi. Alla presidente Proietti devono essere fischiate le orecchie per tutta la giornata di ieri (domenica). E – raccontano – non si rammentano interventi in sua difesa.
Chiariamo subito: le notizie sono frammentarie. Impossibile ricostruire con un minimo di precisione i lavori della riunione top secret degli autoconvocati del centrosinistra. L’ordine era: tutti zitti. Partecipanti intimoriti. Testimoni oculari riluttanti. Proviamo a ricostruire. In un noto agriturismo di Collazzone ieri (domenica) c’erano sindaci del centrosinistra dell’Umbria e almeno un presidente di Provincia di Perugia (si immagina l’ottimo Presciutti, che per altro critiche alla presidente non le ha mai mandati a dire). Tema della riunione: i malumori nei confronti della Regione e delle sue politiche. Il camino era acceso, ma i carboni ardenti erano quelli degli interventi.
Non invitato il segretario del Pd, il giovane talento di Baschi, Damiano Bernardini, che per altro aveva da fare a Roma con l’Assemblea nazionale del partito ed era intento a sostenere Elly Schlein, che si candiderà alla guida del Governo – come ha detto – con o senza primarie.
Un capitolo a parte per Vittoria Ferdinandi, sindaca in Perugia. Non sfugge ad alcuno che tra lei e Proietti il feeling non sia mai nato, ma adesso le cose sono cambiate, da quando girano le voci (e che voci) sulle ambizioni di carriera nazionale della presidente della Giunta regionale.
Ferdinandi raccoglie una sorta di endorsement sotterraneo: quasi tutti ritengono che sia lei l’unica vera leader della sinistra-centro umbro.
“Se Proietti riesce ad andare via, tocca a lei”, dice un sindaco autoconvocato, di solito defilato, ma con le idee molto chiare.
Dalla strategica (per il Pd) area del Trasimeno è stato avvistato Pasquali, sindaco di Passignano, con tutto quello che Pasquali rappresenta. Il mancato segretario Pd, ma anche il prossimo quasi certo candidato al Parlamento in corsa per il posto a preferenze.
In tutto le teste coronate dell’amministrazione erano una ventina, c’è chi azzarda qualcuno in più. Tutti critici – chi più, chi meno – con l’operato della presidente della giunta regionale. Conclusione provvisoria: c’è un effetto pentola a pressione sul fornello acceso che non va sottovalutato. Se non la tolgono dal fuoco che succederà?


