Futuro dei nidi “Il Carillon” e “Il Girotondo”: chiesti lumi sulla frammentazione del polo educativo e sul disagio delle famiglie

Interpellanza di Cretoni (FdI)

SPOLETO (Perugia) – Il futuro e il trasferimento dei nidi comunali “Il Carillon” e “Il Girotondo” finiscono al centro del dibattito cittadino. È stata infatti depositata dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandro Cretoni, un’interpellanza urgente indirizzata al sindaco e alla giunta per fare “piena chiarezza” sull’assetto dei due servizi educativi, attualmente ospitati presso il Centro per l’Infanzia “Il Glicine” di Via Martiri della Resistenza.
La vicenda, spiega Cretoni, ha preso il via lo scorso 13 settembre, quando alle famiglie è stata comunicata “la presenza di una crepa strutturale nell’edificio di Via Martiri della Resistenza. In attesa dei futuri lavori di consolidamento strutturale e adeguamento sismico – già finanziati nell’ambito dell’Ordinanza n. 31/2021 – si è reso necessario il trasferimento prudenziale di una parte dei 72 bambini complessivi (56 del Girotondo e 16 del Carillon) presso il micronido “Piccoli Passi” di San Venanzo”.
Il nodo centrale della questione, prosegue, riguarda “il repentino cambio di rotta rispetto a quanto prospettato inizialmente. Se durante l’incontro pubblico del 15 settembre scorso sembrava strutturarsi l’ipotesi di un trasferimento dell’intero polo nei moduli scolastici di San Martino in Trignano, i successivi atti amministrativi hanno delineato uno scenario differente. È emersa infatti la previsione di un intervento di manutenzione straordinaria da 25.000 euro presso l’oratorio di San Venanzo, destinato a ospitare il solo nido “Il Carillon”. Se così fosse, questa frammentazione comporterebbe la separazione dei due storici servizi educativi, con il “Carillon” a San Venanzo e il “Girotondo” a San Martino in Trignano. Una scelta che rischia di avere pesanti ripercussioni sia sull’organizzazione logistica quotidiana delle famiglie, sia sulla continuità del progetto pedagogico globale del polo”.
E ancora: “A ciò si aggiunge il forte timore che, con questo ulteriore trasferimento, si vada a svuotare il centro urbano di un altro servizio essenziale per la comunità, privando progressivamente la città di punti di riferimento fondamentali per la cittadinanza. Di fronte a questo scenario, le famiglie sono profondamente preoccupate e il timore di forti disagi logistici fa nascere spontanei dubbi sulla gestione dell’intera vicenda. Questa incertezza fa porre numerose domande all’Amministrazione comunale attraverso l’atto ispettivo depositato. In primo luogo, si rende necessario comprendere quali siano le reali motivazioni tecniche, economiche e logistiche che hanno spinto a optare per la separazione dei due nidi anziché preservare l’unità del polo educativo. Al contempo, sorge il dubbio se siano state effettivamente vagliate soluzioni alternative all’interno del perimetro urbano di Spoleto, o se si sia valutato lo spostamento in città dei moduli scolastici che attualmente sembra vengano collocati a San Martino in Trignano, un’opzione che eviterebbe appunto lo spostamento dei servizi fuori dal centro”. Conclude Cretoni: “I genitori si chiedono inoltre quali misure concrete di sostegno e riduzione del disagio, come trasporti dedicati o agevolazioni orarie, l’Amministrazione intenda attivare per andare incontro alle esigenze delle famiglie dei 72 bambini coinvolti. Infine, resta fondamentale capire se e in quali modalità il Comune intenda avviare un confronto partecipato e preventivo con i diretti interessati prima di rendere del tutto definitive le decisioni sulle sedi temporanee”.

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