I pontisti di Bandecchi e il paradosso della politica ternana: contro il sindaco a parole, con lui nei fatti

Trattative e pressioni sui quattro dell’Oca Selvaggia per ricucire lo strappo. Sotto i riflettori il ruolo di Ferranti e Proietti Trotti, mentre il Consiglio di lunedì si annuncia decisivo per gli equilibri della maggioranza

TERNI – Negli ultimi giorni si sono susseguiti incontri e pressioni sui quattro dell’Oca Selvaggia. Al di là dei comunicati, equivoco quello della Mengaroni e di apertura totale quello del Sindaco che, alla fine, indica Sterlini come il responsabile della sua scelta di cacciarli, c’è il lavoro costante dei pontisti che si dividono in rappresentanti della maggioranza ma anche, udite udite, della minoranza. Se è normale che i vari Presciuttini, Consalvi, Gambini facciano pressioni su alcuni dei quattro, in virtù di rapporti di amicizia sembra strana e “paradossale” l’azione di Ferranti e della stessa Elena Proietti Trotti.
La situazione è evidente: gli oltranzisti sono Sterlini e Severoni, che hanno subito l’affronto della mozione di sfiducia quali Presidenti, più morbida la Mengaroni che probabilmente vorrebbe trovare un nuovo equilibrio con il Sindaco che nei suoi confronti ha fatto leva su “argomenti sensibili”, nel mezzo Colasanti, che sembra determinato, ma che è sempre il cugino di Corridore che, invece, rimane del tutto silenzioso e disinteressato, nonostante i maligni, alla “crisi”: sta lavorando al lancio di Terni Concreta, che avverrà a Novembre, con nomi altisonanti.
Tornando ai pontisti delle opposizioni, Ferranti continua a fare pressioni costanti sui tre ma, tutto questo, può essere anche normale visto che è diventato l’uomo di fiducia di Bandecchi, anomalo e’ il comportamento della Proietti Trotti che dopo le tante battaglie contro il Sindaco ora cerca di mediare con almeno tre dei quattro scissionisti. La domanda sorge spontanea: ma quali sono le motivazioni reali di una esponente di spicco di FdI che cerca di salvare chi dovrebbe essere un avversario politico ? E soprattutto, visto il ruolo importante che ricopre nella segreteria del ministro, i vertici nazionali di FdI che dicono di questi comportamenti? Insomma contro Bandecchi a parole ma con Bandecchi nei fatti. Più tranquillo Orsini che lunedi comunque voterà con AP la mozione di sfiducia ai Presidenti. Infine il numero legale per lo svolgimento del Consiglio sarà garantito dallo stesso Orsini e da Ferranti.
Se ci fossero i partiti di una volta, quest’ultimo sarebbe stato espulso da Forza Italia al fine di garantire una presenza fattiva in Consiglio al partito di Berlusconi da parte di Verdecchia. Ma sé questa situazione sta bene ai vari Tajani, Nevi e Romizi, sta bene a tutti.
Ad oggi la situazione è questa, su molti aspetti sarà dirimente il Consiglio di lunedì dove non si escludono sorprese eclatanti.
Le opposizioni voteranno contro la mozione di sfiducia oppure usciranno dall’aula consentendo a Bandecchi di spuntarla ?
Alle prossime puntate.

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