Il dopo lettera di PuntoZero a Umbria 7, il confronto è aperto/L’Ordine: «Le diffide sembrano configurare più o meno velate intimidazioni»

C’è un evidente interesse pubblico sulla società interamente pubblica della Regione che ha in pancia il controllo delle liste d’attesa in sanità ed è in procinto di inserire in organico 200 impiegati. Per esempio per sapere come mai per la diffida non è stata usata l’avvocatura della Regione

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – L’Ordine dei giornalisti dell’Umbria ha diffuso una nota dal titolo che apprezziamo molto (“Libertà di stampa e diritto di cronaca non si toccano”) e con un contenuto nel quale ci riconosciamo pienamente. Per questo ci permettiamo di tornare a occuparci, sulla base di questa nota, della società in house, a capitale interamente pubblico, quindi soldi nostri e di tutti i nostri lettori umbri, “PuntoZero”.
La nota dell’Ordine afferma, nella fattispecie che ci riguarda: “Enti pubblici inviano lettere di diffida alle testate giornalistiche non contestando, eventualmente, specifici fatti riportati in determinati articoli ma più genericamente espressioni e “linee editoriali” non condivise”.
Continua l’Ordine: “Ricordando gli strumenti che l’ordinamento prevede in termini di tutela, tali lettere sembrano configurare più o meno velate intimidazioni volte a colpire la libertà di stampa e il diritto di cronaca, già messi a repentaglio da leggi bavaglio e querele temerarie”.
A questo punto ci permettiamo di ricordare che la diffida che Umbria7 ha ricevuto da Punto Zero, curiosamente avanzata direttamente agli editori della testata (chissà come si deve interpretare questa mossa, certo è una preoccupante novità nella normale dialettica democratica), si chiedeva in sostanza di smettere di occuparci di loro.
Se abbiamo capito male, ce ne scusiamo. Qualora invece avessimo capito bene promettiamo ai nostri lettori di continuare a occuparci di questa società pubblica che spende i soldi delle tasse di tutti noi, tiene nel cassetto i numeri delle liste d’attesa in sanità (l’opposizione non riesce ad avere risposta alle richieste) ed è in procinto di inserire in organico 200 (duecento) impiegati a 19 mila euro l’anno. E allora: chiederemo conto e chiederemo conto ancora. Vigileremo e vigileremo ancora, perchè abbiamo la stessa preoccupazione dell’Ordine dei giornalisti: che le diffide possano essere addirittura configurate come “velate intimidazioni” – per usare i termini dell’Ordine.
Magari invece no. Non è così. Si tratta solo di un suggerimento. In questo caso, annunciamo che il suggerimento non intendiamo seguirlo.
E tanto per ricominciare chiediamo che i consiglieri regionali di centrosinistra si esprimano su questo modo di procedere e operare di una società tutta pubblica. In particolare il consigliere di Avs, Ricci, viene da un’esperienza di rapporti con la stampa per Cgil ed è quindi del ramo e potrebbe dire cose illuminanti al riguardo.
Apprezziamo che Forza Italia Giovani stia diffondendo una nota di solidarietà che domani pubblicheremo.
In secondo luogo, sarebbe fin da subito interessante sapere come mai la diffida di Punto Zero nei nostri confronti non è stata avanzata facendo ricorso all’avvocatura della Regione, ma con l’ausilio di una professionista esterna. E’ una prassi normale? O la Corte dei Conti potrebbe avere qualcosa da obiettare?

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