Il perugino Marcello Abbritti tra gli Alfieri del lavoro nominati dal presidente Mattarella

L’ex studente del liceo perugino, diplomato a giugno con 100 e lode, ha ricevuto il riconoscimento riservato agli studenti che si sono distinti per l’eccellenza del percorso scolastico

PERUGIA – Dal liceo scientifico Galileo Galilei di Perugia al Quirinale, dove è stato premiato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Marcello Abbritti, diplomato lo scorso giugno con 100 e lode nell’istituto perugino, è tra i 25 giovani selezionati a livello nazionale per il titolo di Alfiere del Lavoro, riconoscimento assegnato ogni anno agli studenti che hanno concluso il percorso di istruzione secondaria superiore distinguendosi per i risultati conseguiti.

La cerimonia si è svolta mercoledì 21 ottobre al Quirinale, in occasione della consegna delle insegne ai nuovi Cavalieri del Lavoro. Il premio, istituito nel 1961 dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, valorizza l’impegno e la continuità nel rendimento scolastico. La selezione, infatti, si basa principalmente sulla media dei voti ottenuti nei primi quattro anni delle superiori e richiede il massimo dei voti alla maturità, con la lode che costituisce un criterio di preferenza a parità di punteggio. Nel caso di Marcello, a un rendimento scolastico eccellente, con una media di 10, si affiancano anche attività extrascolastiche, esperienze all’estero e certificazioni linguistiche. Dopo la maturità, Marcello ha intrapreso gli studi in Giurisprudenza alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, proseguendo un percorso costruito grazie a un impegno costante, che attribuisce al risultato raggiunto. «I piccoli sforzi quotidiani, apparentemente insignificanti, contribuiscono a costruire qualcosa di grande», osserva il giovane, convinto che «le vere conquiste della vita arrivano con costanza, perseveranza e passione, non attraverso qualità atipiche o straordinarie». Ma per l’ex studente del Galilei il premio assume un significato che va oltre i meriti scolastici. «Il riconoscimento di Alfiere non mi conferisce alcun onore o privilegio, ma una grande responsabilità», sottolinea Marcello, spiegando che le capacità personali acquistano valore soprattutto quando vengono messe a disposizione degli altri. «Sono una persona dotata e capace, ma se non le metto a servizio della comunità, queste abilità rimarranno sterili e prive di significato». Un risultato che il liceo Galilei ha accolto con soddisfazione, ritrovando nelle parole dell’ex studente anche il valore di un percorso educativo che, accanto alla preparazione scolastica, guarda alla crescita personale e alla responsabilità verso gli altri.

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