Intervista esclusiva. Alternativa Popolare nel centrodestra, Alli: «Con Bandecchi strade separate». E a Terni si apre il caso del gruppo consiliare

Il presidente nazionale di AP chiarisce i rapporti con il sindaco dopo l’accordo con Fratelli d’Italia. Sul simbolo a Palazzo Spada: «Saranno i consiglieri a decidere». Una presa di posizione che arriva nel pieno della crisi politica ternana

TERNI – Alternativa Popolare entra ufficialmente nella coalizione di centrodestra e mette un punto fermo sui rapporti politici con Stefano Bandecchi. A chiarire la posizione del partito è il presidente nazionale Paolo Alli, all’indomani dell’incontro dei vertici di AP con Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia.
Una scelta che assume un significato particolare a Terni, dove Bandecchi è stato eletto sindaco proprio con il simbolo di Alternativa Popolare e dove, nonostante la separazione nazionale, continua a esistere un gruppo consiliare che porta il nome del partito.

Una situazione che Umbria7 aveva già evidenziato nell’analisi dei nuovi equilibri politici cittadini e che oggi trova un ulteriore elemento di chiarezza nelle dichiarazioni del presidente nazionale.

Presidente Alli, Alternativa Popolare ha ufficializzato il proprio ingresso nel centrodestra. Qual è oggi il rapporto politico con Stefano Bandecchi?

«Stefano Bandecchi non è più segretario nazionale, né socio, di Alternativa Popolare dal dicembre dello scorso anno. È stata una sua decisione, quella di intraprendere un percorso politico indipendente con Dimensione Bandecchi. La separazione era stata già ufficializzata nel dicembre 2025 con un comunicato congiunto».

Dunque, oggi Alternativa Popolare e Bandecchi rappresentano due percorsi politici distinti?

«Da allora i percorsi politici sono stati completamente diversi. Come Alternativa Popolare abbiamo continuato e rafforzato il rapporto con la coalizione di centrodestra, arrivando al recente accordo che ci vedrà pienamente parte della coalizione stessa».

Una separazione politica che ha inciso anche sui rapporti personali?

«I rapporti personali con Stefano Bandecchi sono rimasti cordiali e improntati alla massima correttezza reciproca, come era sempre stato anche in precedenza. Alternativa Popolare non rinnega il percorso fatto in passato, ma ora le linee sono totalmente divergenti, sia in termini di alleanze sia sui contenuti politici».

Un altro tema riguarda i finanziamenti che Bandecchi e le sue società hanno destinato in passato al partito.

«Bandecchi e le sue società hanno sostenuto il partito, in totale trasparenza, finché egli ne è stato segretario nazionale. Anche questo dato è facilmente rilevabile, essendo pubbliche le informazioni relative al finanziamento dei partiti politici».

Veniamo a Terni. Il gruppo consiliare continua a chiamarsi Alternativa Popolare, pur sostenendo un sindaco che non appartiene più al partito. Come si spiega questa situazione?

«Avevamo acconsentito a che il gruppo consiliare continuasse a mantenere la denominazione di Alternativa Popolare per una semplice ragione di correttezza verso l’elettorato che aveva votato a suo tempo il nostro partito».

Alla luce dell’accordo con il centrodestra, quella denominazione può essere ancora mantenuta?

«Ora sarà il gruppo stesso che dovrà decidere se continuare a mantenere tale denominazione o provvedere in modo differente, vista la netta divergenza di posizione politica».

Alternativa Popolare, nel frattempo, ha proseguito la propria attività politica anche fuori da Terni.

«Negli scorsi mesi abbiamo affrontato sfide importanti, come la competizione elettorale per le comunali di Reggio Calabria, dove con il nostro simbolo abbiamo ottenuto il 4,82%, esprimendo un assessore. Inoltre, a giugno abbiamo organizzato a Francoforte una manifestazione con 300 aderenti provenienti da 20 Paesi europei».

Il nodo politico di Palazzo Spada

Le parole di Alli arrivano in un momento particolarmente delicato per l’amministrazione comunale di Terni, alle prese con una crisi di maggioranza che nelle ultime settimane ha visto moltiplicarsi dichiarazioni, prese di distanza e tentativi di arrivare alle dimissioni contestuali dei consiglieri.
Il tentativo di chiudere anticipatamente la consiliatura attraverso il notaio non ha prodotto i numeri necessari, lasciando Bandecchi alla guida dell’amministrazione e mettendo in evidenza le difficoltà delle opposizioni nel trovare una strategia comune.

In questo quadro, la posizione di Alternativa Popolare introduce un ulteriore elemento politico. Il partito nazionale ha scelto ufficialmente il centrodestra, mentre a Palazzo Spada il suo simbolo continua a essere associato al sostegno al sindaco, ormai alla guida di una formazione politica autonoma.
Alli non impone una scelta ai consiglieri ternani e non chiede loro di abbandonare Bandecchi. Tuttavia, il riferimento alla netta divergenza politica rende evidente una questione che difficilmente potrà essere ignorata: la coesistenza tra un partito nazionale alleato di Fratelli d’Italia e un gruppo locale che sostiene un’amministrazione rispetto alla quale il centrodestra ternano si colloca all’opposizione.
Resta dunque da capire quale sarà la decisione dei consiglieri comunali: continuare a utilizzare il nome di Alternativa Popolare oppure prendere definitivamente atto della separazione, anche sul piano della rappresentanza consiliare.

Una questione di simboli, certamente, ma soprattutto di identità e collocazione politica. E che si aggiunge alle contraddizioni emerse nella gestione della crisi di Palazzo Spada, dove le appartenenze dichiarate e i comportamenti consiliari non sempre hanno seguito la stessa direzione.

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