di Marco Brunacci
TERNI – La “bomba” del giovane (25 anni non 23) influencer Giuliani, potenziale prossimo psicologo clinico che si laurea alla Lumsa di Roma, che è a un passo dal diventare il candidato sindaco di Terni
per il Patto Avanti-Campo largo-larghissimo e comunque in conto del Pd, è esplosa come si immaginava. Il dibattito è iniziato con l’anticipazione di Umbria7, ma c’è più gente che cerca di nascondersi che quella che prova a discutere. C’è chi dichiara e chi lascia intendere.
- Tra chi parla, ecco Forza Italia giovani di Terni e Umbria che abborda la questione con un interrogativo perentorio: “il peggior incubo di Terni sta per diventare realtà?”, con un esempio di comunicazione fresca e diretta, quella che chiede proprio oggi al partito il governatore della Calabria, Occhiuto. E spiega: “Terni non è un laboratorio di esperimenti ideologici, mentre la nostra città chiede a gran voce sicurezza, crescita economica, meno tasse e opportunità concrete, la sinistra risponde con trovate da avanspettacolo e candidature calate dall’alto”. Quindi Fi giovani rincara. Non servono “influencer che divulgano sui social ideologie vecchie e insensate. Non abbiamo bisogno di pedine guidate da Roma, né di ideologie che appartengono al passato. Terni merita rispetto, competenza e persone capaci di costruire il futuro non comparse per la propaganda della sinistra woke”.
- Tra chi lascia intendere però ci sono coloro che sostengono che Giuliani potrebbe essere una sorta di Ferdinandi bis. Stesso progetto, auspicando lo stesso successo. Si prende un giovane (nel caso di Giuliani, tanto giovane) che, non a caso, ha tratti della breve biografia simili a quelli della sindaca di Perugia e pure studi in psicologia clinica, lo si getta nella mischia con una un adeguato battage di comunicazione politica aggressiva puntata sull’innovazione e la cesura col passato. Primi risultati da centrare: riportare a votare la sinistra, tutta intera, quella più estrema con quella svogliata o disinnamorata, e realizzare in questo modo una base di consensi sulla quale costruire la vittoria aggiungendo alleanze. Larghe, larghissime, più larghe che non si può, senza stare a farla lunga con il programma e invece promettendo di tornare a comandare, laddove si è stati allontanati anche in malo modo dalla stanza dei bottoni. Un mix di ideologia e pragmatismo, sinistra rosso fuoco insieme a ex navigatori di palazzi del potere, con l’aggiunta di quello stuolo di debuttanti che sognano di svoltare la vita con una buona poltrona. L’incognita di questo progetto ben studiato? A Perugia andava rivitalizzata la sinistra dei quartieri bene e benino, riportata a votare quella più radicale, e non sfuggirà che le elezioni sono state vinte solo di un soffio, nonostante l’eccellente candidata scelta (Ferdinandi), e per di più in gran parte il successo è stato regalato dagli errori del centrodestra. Cosa cambia a Terni rispetto a Perugia? Nella seconda città della regione, come in molte zone del centro sud dell’Umbria, la sinistra somiglia per larga parte a un golf lavato senza ammorbidente: si restringe. Da sola, e anche insieme con gli interlocutori storici, non basta per vincere la città.
- In ogni modo c’è ancora tempo (ma non molto) per svelare il candidato sindaco di Terni. Forse sarà necessario passare prima per le forche caudine delle candidature al Parlamento. A sinistra i
pronostici dicono che i capilista saranno Ascani e Trappolino e per il resto si deve stare attenti alle sorprese. Un esempio di sorpresa? Il sindaco di Passignano, Pasquali.


