TERNI – «Affermare che io abbia pronunciato frasi discriminatorie è falso. Mi difenderò in tutte le maniere». Sandro Corsi, presidente dell’Olympia Thyrus San Valentino, respinge le accuse che hanno portato alla sua squalifica dopo la partita del 4 ottobre contro il Bastia. Dunque nel corso della conferenza stampa organizzata questa mattina a Palazzo Spada, il vicepresidente Gianpiero Micciani ha espresso la contrarietà della società alla decisione del Giudice Sportivo Mastrangeli, confermata dalla Corte Sportiva di Appello Territoriale, contestando anche il mancato accoglimento delle argomentazioni presentate durante l’audizione.Corsi ha ricostruito la propria versione dei fatti, sostenendo di non aver mai pronunciato espressioni discriminatorie. «Quando l’arbitro mi ha detto che non potevo parlare, ho semplicemente ricordato che l’articolo 21 della Costituzione garantisce la libertà di parola. Questo ho detto, con il sorriso e senza nessun altro riferimento».
Il presidente ha sottolineato i suoi 24 anni alla guida della società e oltre 45 anni di impegno nel sociale: «Dire che ho pronunciato frasi discriminatorie è un’offesa alla persona. Mi sento diffamato». Annunciato anche il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, con l’assistenza dell’avvocato Marco Poli, esperto di diritto sportivo. Non sono escluse ulteriori iniziative legali. Alla conferenza era presente anche Carlo Di Somma, presidente di Confcooperative, che ha manifestato solidarietà a Corsi: «È esuberante, è determinato, ma che sia un discriminatore è un’offesa che non si può sentire». Nel confronto con i giornalisti, Corsi ha affrontato anche il tema della governance della LND Umbria, auspicando un rinnovamento ai vertici e una competizione elettorale con più candidature. Ha inoltre sollevato interrogativi sulla terzietà degli organismi regionali: «Gli arbitri devono essere giudicati per il loro merito. Il principio di terzietà deve essere garantito anche nelle forme».




