Papa Leone torna ad Assisi

Il 27 ottobre il pontefice sarà nella città di san Francesco per partecipare all’ultima giornata dell’incontro “Pace disarmata e disarmante” organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio

ASSISI (Perugia) “Non abbiamo pregato invano ad Assisi, a Gerusalemme e altrove. Abbiamo fatto passare un messaggio: la pace è possibile”. È il forte appello lanciato dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo in vista dell’incontro “Pace disarmata e disarmante”, che si terrà dal 25 al 27 ottobre ad Assisi, con la partecipazione, l’ultimo giorno, di Papa Leone XIV.
“Oggi non vediamo altro che guerra”, ha ricordato Impagliazzo, “ma gli incontri ad Assisi, giunti al quarantesimo anno, e la presenza di Papa Leone, che chiede creatività nella costruzione di percorsi di pace, ci ricordano ancora una volta che la pace è possibile”. Tra i leader che parteciperanno all’evento è stato annunciato il patriarca ecumenico Bartolomeo I, l’arcivescovo di Canterbury Sarah Mullally, il rabbino capo di Francia Haim Korsia e il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi insieme a molti altri leader religiosi, a esponenti del mondo della cultura e delle istituzioni, in tutto 384 provenienti da 53 paesi di diversi continenti, mentre – come partecipazione popolare, che si prevede in crescita – si registrano già 3mila iscritti.
L’inaugurazione di “Pace disarmata e disarmante” – che vede la collaborazione della diocesi e delle famiglie francescane di Assisi – si terrà nel pomeriggio del 25 ottobre all’UmbriaFiere mentre i 24 forum previsti si svolgeranno nella giornata del 26 ottobre e il 27 mattina, in diverse sale tra Santa Maria degli Angeli e Assisi. Illustrando i diversi temi proposti dai forum, Impagliazzo ha ricordato la storica intuizione di Giovanni Paolo II di quarant’anni fa: “Le religioni per la prima volta furono chiamate a pregare per la pace gli uni accanto agli altri”. “La pace è un cantiere aperto a tutti”, disse allora san Giovanni Paolo II, “non solo agli specialisti”. “Per Sant’Egidio, allora un soggetto ecclesiale giovane – ha spiegato Impagliazzo – queste parole suonarono come l’invito a una nuova responsabilità. Abbiamo preso l’iniziativa per non far cadere lo spirito di Assisi”.
“Oggi più che mai, nel villaggio globale, è essenziale costruire il dialogo”, ha osservato il presidente di Sant’Egidio. “Dopo la caduta del muro di Berlino, la preghiera ad Assisi ha fatto la differenza”, non solo in Mozambico, ma anche nella Repubblica Centrafricana, dove il processo di riconciliazione è nato per iniziativa dei leader religiosi, a Mindanao, nelle Filippine, e in Costa d’Avorio, per fare alcuni esempi. Ma lo spirito di Assisi – ha aggiunto – è stato fondamentale anche nei momenti più bui: dalle accuse di terrorismo all’Islam, dove il dialogo ha arginato le derive fondamentaliste, fino alla crisi economica del 2008, la pandemia e le guerre odierne. “Non abbiamo mai rinunciato a porre lo spirito di Assisi per risolvere le crisi”, ha sottolineato Impagliazzo.
Il Papa, è stato spiegato dal presidente della Comunità, arriverà ad Assisi attorno all’ora di pranzo di martedì 27 ottobre e presiederà la preghiera dei cristiani nella Basilica Inferiore insieme al patriarca Bartolomeo I mentre altri 13 luoghi di preghiera per ebrei, musulmani ed altre religioni sono stati allestiti in diversi luoghi attorno, “ognuno secondo le proprie tradizioni”. La cerimonia conclusiva si terrà sulla piazza di San Francesco, dove su un palco siederanno un’ottantina di religiosi insieme al Papa e sarà letto un appello di pace di tutti i leader partecipanti.

IL PROGRAMMA

Il programma dell’Incontro, che prevede complessivamente 155 relatori e circa 5.000 partecipanti attesi, offrirà numerose occasioni di confronto sulle grandi questioni internazionali. Tra le personalità presenti anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. È possibile partecipare iscrivendosi attraverso la piattaforma online.
L’assemblea inaugurale di domenica 25 ottobre vedrà gli interventi del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, e di Olivier Roy, orientalista e politologo francese. Nei forum interverranno, tra gli altri, attivisti sudanesi, il ministro degli Affari religiosi dell’Indonesia, esponenti del Gran Rabbinato di Francia, rappresentanti della Gates Foundation e un esponente del buddismo già presente allo storico incontro del 1986.
Tra i temi affrontati, particolare attenzione sarà dedicata al disarmo nucleare e alla proliferazione, alla luce delle crescenti tensioni internazionali. Un forum sarà dedicato a “La riparazione del mondo”, tema caro alla tradizione ebraica, con la partecipazione dell’arcivescovo di Parigi e di teologi musulmani. Si parlerà anche di San Francesco e la pace, con il cardinale Matteo Zuppi, e delle sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Altri approfondimenti riguarderanno il Mediterraneo, l’unità dei cristiani, la democrazia e le migrazioni, con un forum intitolato “Prima dei confini, le persone”, espressione ripresa da papa Leone XIV.
Un appuntamento speciale, nella mattina di martedì 27 ottobre, sarà dedicato al patriarca ecumenico Bartolomeo I, in occasione dei suoi 35 anni di patriarcato, con la partecipazione del cardinale Jean-Marc Aveline, presidente della Conferenza episcopale francese.
Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, interverrà nel forum dedicato ai poveri, mentre il patriarca caldeo iracheno Paul III Nona parteciperà a quello sui martiri contemporanei.
Tra gli ultimi appuntamenti, prima dell’arrivo di papa Leone XIV, due forum saranno dedicati all’Europa, con la partecipazione del cardinale Matteo Zuppi, e all’Africa, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e rappresentanti di Nigeria, Camerun e Sudafrica.
Infine, Fra Giulio Cesareo, del Sacro Convento di Assisi, ha espresso la gioia della comunità francescana nell’accogliere l’Incontro, sottolineando come san Francesco continui a essere «un ispiratore per coloro che nella Chiesa e al di fuori di essa cercano la pace».

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