DIEGO DIOMEDI
TERNI – Dopo le polemiche sui social per il prezzo del panino con la porchetta, Andrea Pucci risponde con un lungo intervento nel quale difende le scelte della propria attività, tra qualità delle materie prime, produzione artigianale e occupazione. Tutto nasce da un video promozionale pubblicato il 2 ottobre, con un panino trasportato in elicottero, che ha superato le 500mila visualizzazioni tra Facebook, Instagram e TikTok. Accanto alla visibilità, però, sono arrivate anche le critiche, soprattutto per il costo del prodotto. Pucci allora ha deciso di confrontare i prezzi acquistando porchetta in cinque esercizi commerciali di Terni, tra ambulanti, negozi indipendenti e grande distribuzione. Secondo i dati riportati nel suo post, il prezzo al chilogrammo nei tre esercizi per i quali indica una quotazione varia da 19,80 a 25 euro, con una media di 22,23 euro, mentre la sua attività vende la porchetta a 22 euro al chilo. Il panino proposto a 7,50 euro pesa 370 grammi e contiene, afferma l’imprenditore, 250 grammi di porchetta e crosta. «Da quando il prezzo è l’unico elemento discriminante di un prodotto?», si domanda, richiamando la qualità degli ingredienti, la preparazione quotidiana e il controllo diretto della filiera.
Nel suo scritto, spazio anche all’organizzazione dell’impresa, aperta sette giorni su sette e con 65 dipendenti. Pucci rivendica la scelta di selezionare personalmente i maiali e produrre direttamente la porchetta, utilizzando carne italiana e ingredienti di qualità, nonostante i costi più elevati. Una scelta che, spiega, permette di controllare ogni fase della lavorazione e mantenere standard costanti. L’imprenditore ripercorre poi le difficoltà del 2019, quando l’attività si trovava in uno spazio di quaranta metri quadrati in via Piave e la macelleria del padre era stata demolita. Da quella fase, racconta, è iniziato un percorso di crescita che ha portato all’attuale realtà, capace di attirare clienti anche da fuori regione. La conclusione è un messaggio rivolto alla città: «Terni non ha bisogno di meno Pucci. Ha bisogno di più botteghe che ce la fanno», scrive, invitando a considerare il valore degli investimenti, dell’occupazione e delle attività che contribuiscono ad attrarre persone sul territorio.
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