di Marco Brunacci
PERUGIA- Lo ha detto nella trasmissione DiVenerdì, a UmbriaTv, dentro una serie di considerazioni, ma la sintesi è questa: “Le tasse sono state messe agli umbri per via dei bilanci trovati dalla giunta di centrosinistra, adesso la situazione economica è cambiata ed il nuovo clima dice che le difficoltà sono aumentate, c’è la crisi energetica. Credo che si possa riflettere sulla decisione presa. Magari sulla durata”.
Damiano Bernardini, giovane segretario regionale del Pd, dice una cosa clamorosa rispetto alla decisione della giunta Proietti di non fare passi indietro nella più criticata di tutte le sue decisioni. Bernardini non dice che il buco di bilancio della sanità, dalla quale si è partiti con le super tasse, era una bugia ma questo ci sta. Dice invece che per i bilanci occorreva intervenire e alla fine pure questo ci sta.
Ora però la situazione è diversa, quella economica, nazionale e internazionale. Come si deve agire? Il segretario Bernardini ha invitato a riflettere. Ed è già una gran cosa. Ma la domanda è: il segretario avrà la forza di farsi sentire dagli amministratori, che hanno già calcolato per il 2027, il 2028 e (quasi anche) il 2029 di poter spendere le maxi entrate della stangata delle tasse? In realtà, nel Pd, l’ultimo che ha mostrato questa forza è stato Alberto Stramaccioni, che a un certo punto era diventato una sorta di bestia nera per presidenti e assessori regionali. Ma erano i tempi del centrosinistra storico.
Ora tocca a Bernardini alzare la voce. E Bernardini scaglia, nella stessa intervista televisiva, un’altra freccia, stavolta verso Roma, e trovando maggior attenzione da parte
dei potenti regionali del Pd: “Il partito umbro vuol far sentire la sua voce quando si tratterà di decidere le candidature per il Parlamento”. Anche sui capilista, quindi sui posti sicuri? “Anche sui capilista”, ha concluso Bernardini. Anche qui: riuscirà a reggere le pressioni romane? Non è stato facile per nessuno e facile non sarà. Ma val la pena aspettare e vedere come va a finire.


