ASSISI (Perugia) – “Profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato, il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni”. Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto riferimento san Francesco questa mattina durante il discorso dalla loggia del Sacro convento di Assisi in occasione della solennità del patrono d’Italia.
“La sua personalità, così umile e, insieme, così vigorosa – ha proseguito il capo dello Stato – ha operato conversioni, orientato scelte di vita, suscitato attenzione e affetto, ispirato artisti e poeti, comunità. E continua a esercitare un fortissimo ascendente su milioni di persone, particolarmente tra i giovani. I caratteri della società italiana ne hanno tratto un segno profondo e non possono prescindere dalla sua lezione: ne è conferma la proclamazione a santo patrono che, al contempo, esprime invito e impegno alla coerenza. Un santo figlio della terra umbra che respirò l’atmosfera intensa e dinamica del suo tempo”.
E ancora: “Celebrare Francesco, oggi, qui al Sacro Convento, in questo importante anniversario, significa riflettere su un apparente paradosso, forse inspiegabile per una mentalità piuttosto diffusa. Come è stato scritto in una sua importante biografia, Francesco “non offriva una risposta politica alle ingiustizie sociali, al problema del male nel mondo”. Francesco chiedeva solamente di vivere, in povertà, pace e letizia, con i suoi fratelli e le sue sorelle, al seguito di Cristo e vivendo il messaggio del Vangelo, invitando al “privilegio della povertà evangelica”, esortazione che lo rendeva distinto dai movimenti pauperistici dell’epoca. Per questa scelta, radicale e sconvolgente agli occhi del mondo, l’uomo che, per sé e per i suoi seguaci volle la denominazione umile di “frati minori”, è diventato una delle figure più significative, più conosciute, più amate della storia universale”.
Ricordare, oggi, l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo. ha aggiunto il presidente, vuol dire “porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch’essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace. Per il santo di Assisi, infatti, ogni essere vivente è stato creato da Dio e va rispettato e amato in quanto tale.
Francesco e Chiara, ha detto ancora il capo dello Stato, erano “soprattutto innamorati di Dio e del Vangelo. Il loro linguaggio, che tuttora appare affascinante e contemporaneo, ricco di spunti anche sociali e umanitari, non può essere separato dalla dimensione religiosa, dalla fede ardente e incrollabile, dall’adorazione di Dio, dall’amore per gli uomini. Non sbaglieremmo, credo, se cercassimo il Francesco più autentico nel mistero di quei silenziosi, lunghissimi, intimi colloqui con Dio nella grotta del Santuario della Verna”.
Ha concluso il presidente: “In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da ‘tanta violenza, manipolazione, arroganza’, come ha detto, giorni fa, Leone XIV, l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza”.

