Sondaggi amari/ Proietti in calo costante, ora è a -4 rispetto a un anno e mezzo fa. E nel Pd si inizia a temere per il voto di primavera

La governatrice è tredicesima nella classifica italiana con outlook negativo. Tasse e sanità si fanno sentire e un po’ di propaganda non basta più. La tentazione della maggioranza di usare la presidente come capro espiatorio

di Marco Brunacci

PERUGIA – La presidente Proietti scende di 4 punti nel gradimento dei suoi amministrati da quando è in carica a inizio 2025. A ogni sondaggio le sue pene. Premesso che questi rilevamenti non sono da considerare Sacre Scritture, è evidente però che un trend lo indicano e quindi disegnano una parabola. Tanto più quando i dati sono univoci.
In questo caso è Lab21 per Affaritaliani che fotografa la situazione. Proietti, in poco più di un anno e mezzo, ha perso 4 punti nel gradimento degli umbri scendendo da 59.9 a 55.9, finendo al 13esimo posto della classifica.
Tenendo presente che l’ultimo della fila, il siciliano Schifani, è l’unico ad avere un gradimento appena sotto il 50, e che tutti i primi dieci governatori stanno sopra il 60, è chiaro che questo numero va inteso come soltanto indicativo. Va invece preso sul serio il trend: il primo Lab21 per Affaritaliani dava un rilevante 59.9 alla presidente Proietti, che si poneva a ridosso dei primi governatori italiani, anche senza entrare nel pacchetto dei “graditissimi” (quelli delle tre regioni del nord  a guida Lega e la new entry del centrosinistra, la Puglia di Decaro). La parabola negativa, come si vede nel grafico qui sopra elaborato da Marco Regni, è ora invece senza soluzione di continuità: da 59,9 a
55,9 passando per cali in tutti rilevamenti. Adesso si capisce meglio l’attenzione critica che il Pd sta rivolgendo all’operato della presidente Proietti e della sua Giunta. Avvicinandosi le elezioni di primavera (quelle comunali in Umbria insieme probabilmente con le Politiche) il “gigante rosso”, che ha governato l’Umbria per cinquant’anni, incomincia ad avvertire un pericolo imminente: se il calo di popolarità si proiettasse sul voto umbro sarebbero guai.
Umbria7 ha riportato le critiche avanzate dall'”Anonimo Democrat”, esponente di primissimo piano della filiera Pci-Pds-Ds-Pd di governo. Il vulnus delle tasse, messe senza alcun motivo e fondate sulla bugia del buco di bilancio in sanità, pesa come un peccato originale sulla legislatura. Tanto altri scontri, piccoli e grandi, sui diversi provvedimenti, acuiscono le tensioni. Per i primi mesi a Palazzo Donini si è pensato di poter combattere il calo di popolarità e di consenso dando gas alla propaganda, come sottolineato più volte da Umbria7. Alla distanza però la toppa diventa peggiore del buco.Sulla sanità in particolare il sentiment della gente è netto, nonostante tutti gli sconti che fa, a questa Giunta, l’opposizione in Assemblea legislativa, Proietti – sempre che non decida di sterzare verso Roma e il parlamento – ha ancora tempo (3 anni) per provare a raddrizzare la barca. Vediamo se è possibile. E se il trend di Lab21 cambierà. Ma già adesso viene usata come capro espiatorio dal resto della maggioranza.

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