Un convegno sulla crisi d’impresa a palazzo Leoni Montani. Il presidente della Fondazione Carit, Srtinati: «Approfondire gli strumenti anti-usura per evitare di finire nella morsa dei canali non istituzionali». LE FOTO. I VIDEO
TERNI – Qual è il confine tra una crisi d’impresa e la trappola dell’usura? È questo l’enorme problema che si cela dietro il sovraindebitamento, al centro del convegno nella sala Candelori di Palazzo Leoni Montani, sede della Fondazione Carit. Un tema di straordinaria attualità che punta i riflettori su cosa accade quando un imprenditore (o una famiglia) non riesce più a restituire i debiti alle banche e, escluso dal circuito del credito legale, rischia di rivolgersi a canali non istituzionali. «Il tema che da il titolo al convegno riguarda la fattispecie del sovraindebitamento, della crisi di impresa e quali siano i possibili rimedi normativi in via di prevenzione per evitare che il debitore sia sottoposto alla morsa dell’usura rivolgendosi a canali non istituzionali di erogazione del credito . Il target quindi – le parole del presidente della Fondazione Carit, Emiliano Strinati – è quello di approfondire gli strumenti anti usura in condizioni di insolvenza per incapacità restitutoria del consumatore o dell’imprenditore , in particolare verso il sistema istituzionale bancario».
«La tematica è di enorme valenza sociale in un momento in cui – sottolinea Strinati – specie nel nostro territorio , la crisi di famiglie e imprese è ormai sistemica e frena la crescita e lo sviluppo locale , quest’ ultimo settore rilevante di intervento delle fondazioni bancarie» .
L’evento rientra nel progetto dal titolo: “Crisi d’impresa e strumenti di sua regolazione: analisi delle decisioni giurisprudenziali di Terni e Spoleto e della Corte di Appello di Perugia. Prospettiva di risanamento e impatti sistemici nel Territorio della Provincia di Terni” finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni














