Taglio del nastro a Case Bruciate per i centri Cirigioco ed Albero di tutti

L’inaugurazione

PERUGIA – Si è svolta ieri (lunedì 12 ottobre) l’inaugurazione del centro di riciclo e riuso creativi denominato “Ci.Ri.Gioco” e del centro per bambine e bambini Albero di tutti del Comune di Perugia in via Case Bruciate, entrambi ubicati al primo piano della palazzina “ex Manzoni”.

Alla cerimonia hanno partecipato la sindaca Vittoria Ferdinandi, l’assessora all’Istruzione Francesca Tizi; la dirigente d’area servizi alla persona Roberta Migliarini, la dirigente dell’U.O. servizi educativi e scolastici Ilenia Filippetti, la consigliera Laura Tanci, la coordinatrice pedagogica di rete Samantha Bonucci, i componenti del coordinamento pedagogico del Comune di Perugia, i rappresentanti di Gesenu e Post, il garante regionale per l’infanzia ed adolescenza Matteo Severini, il parroco di Case Bruciate Don Francesco Medori.

La coordinatrice pedagogica delle scuole di Case Bruciate Tiziana Mearelli ha aperto la cerimonia spiegando che oggi si inaugurano due progetti già sperimentati in passato ma che ora diventano strutturati in una nuova sede. Si tratta di “due bellissimi sogni che vogliamo offrire a bambini, bambine e famiglie”.
La coordinatrice pedagogica Elisa Palmi a nome del gruppo educativo del Comune ha espresso tanta gratitudine all’Amministrazione per la possibilità di poter sviluppare questo progetto, peraltro integrato tra pubblico e privato, in cui lo staff pedagogico crede molto. Oggi in particolare non si inaugura solo un luogo, ma un nuovo modo di pensare le cose, come una scoperta nelle mani dei bambini. E’ la magia del riuso che si sviluppa nel luogo delle domande e della curiosità.
Alessia Regnicoli, coordinatrice pedagogica responsabile del servizio Albero di tutti, ha parlato di inizio di due progetti molto importanti, intrecciati tra loro. In particolare l’albero di tutti torna nella sede che l’aveva visto nascere e ciò è fonte di grande emozione.
Regnicoli ha utilizzato la metafora dell’albero, spiegando che le sue radici entrano nel profondo dei luoghi e delle persone per prendersi cura di loro.
L’albero, il servizio offerto dal Comune a Case Bruciate, è di tutti perché qui tutte le famiglie che lo vivranno potranno condividere con le educatrici le loro esperienze nella maniera più profonda.
L’assessora all’Istruzione Francesca Tizi ha spiegato che da oggi nella struttura, al primo piano, verranno ospitati due progetti diversi, ma con un unico comune denominatore, ossia rivolgere massima attenzione alla crescita ed educazione di bambini e bambine, favorendo nel contempo il coinvolgimento diretto delle famiglie. L’albero di Tutti è un servizio caratterizzato dalla presenza di una vera e propria “comunità educante”, visto che a fianco dei bambini e bambine non ci saranno solo le educatrici ma anche le famiglie, per portare avanti una stretta collaborazione volta a favorirne la crescita.
Perché al centro “albero di tutti” è espressamente prevista la presenza, insieme alle educatrici ed ai bambini, degli adulti al fine di favorire il contatto, la socialità e la crescita collettiva.
Per ciò che concerne, invece, Cirigioco, progetto nato a Colle Umberto ma che l’Amministrazione ha voluto potenziare ubicandolo nell’area centrale di Case Bruciate così da renderlo più facilmente accessibile a tutti, si tratta di un servizio dal grande valore educativo, focalizzato sul tema del riuso: ciò stimolerà la fantasia dei bambini che potranno trasformare un oggetto, ormai non più funzionale, in qualcosa di diverso donandogli nuova vita.
La dirigente d’area Roberta Migliarini ha, innanzitutto, ringraziato l’Amministrazione che permette allo staff comunale di poter lavorare in un ambiente dove si percepisce la rilevanza del suo valore; il secondo ringraziamento è stato invece rivolto al personale tutto (educatrici, cuoche, operatori amministrativi, educatori) che giornalmente si impegnano all’interno dei servizi dell’Ente e nei progetti per concretizzarli. “Per me – ha detto – è una grande emozione essere qui per inaugurare un’ulteriore iniziativa per favorire lo sviluppo del bambino, facendo nel contempo prevenzione fin dai primi anni di vita. Ciò sarà possibile non aprendo questa struttura solo ai bambini ma anche alle famiglie, così da lavorare sul rapporto genitore-figlio creando comunità”.
Per la dirigente dell’U.O. servizi educativi e scolastici Ilenia Filippetti nel primo atto redatto dal suo ufficio qualche anno per dare vita al centro del riuso c’era scritta ben evidente la parola “scarto”, inteso come ciò che resta e non serve più perché imperfetto o concluso.
Ed invece, sull’esempio di centri simili nati in Emilia, anche il Comune di Perugia ha deciso di dar vita a Cirigioco, progetto che nasce intorno a questa linea di pensiero, ossia creare una vita nuova per oggetti ormai inutilizzati, grazie alle sapienti mani dei bambini e dei loro genitori insieme. C’è in questo un qualcosa di molto civile, di profondamente ecologico, ma è anche un modo per rivolgere uno sguardo di attenzione agli altri, soprattutto coloro che sono ai margini.
La coordinatrice pedagogica di rete Samantha Bonucci ha evidenziato, non senza emozione, che in questo plesso ed in questi progetti ci sono tanti rami che si intersecano tra loro grazie alla presenza delle educatrici di ieri e di oggi. “Per noi – ha detto – questo era un sogno nato 8 anni fa e che oggi si realizza dopo tanto impegno e lavoro. Un sogno che il Comune di Perugia mette a disposizione della comunità, investendo su ciò che di solito viene buttato o è in disuso”.
A chiudere la cerimonia è stata la sindaca Vittoria Ferdinandi che, in apertura, ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro (consiglieri, dirigenti, assessora Tizi, Gesenu e Post, parroco, gruppo di coordinamento pedagogico, educatrici, personale amministrativo e volontari) hanno reso possibili questi progetti, lavorando per tenere acceso il fuoco di un nuovo sguardo che vuole prendersi cura degli esseri umani, soprattutto i più piccoli.
La sindaca ha rivolto un invito a superare la cultura dello scarto, che ci conduce all’arroganza di “consumare” l’altro, soprattutto ciò che è rotto, scucito o non funziona bene. Ciò vale per gli oggetti, ma, specialmente per le persone, in primis gli anziani, i bambini, le persone con disabilità o in generale chi non rientra nella concezione tradizionale di “normalità”. Invece ciò che consideriamo scarto, quando incontra uno sguardo che libera le possibilità e la fantasia (soprattutto dei bambini) può tornare a vivere nella nostra società diventando protagonista. E’ quindi importante, come fa Cirigioco, abituare i bambini fin dai primi anni di età al riuso e recupero, ingenerando una vera e propria “rivoluzione” culturale.

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