Terni, Fratelli d’Italia vuole sfiduciare Bandecchi. Ma a Roma incontra Alternativa Popolare: le due facce del centrodestra

Mentre a Terni FdI promuove le dimissioni dei consiglieri comunali per mandare a casa il sindaco, i vertici nazionali dei due partiti discutono di un percorso politico comune. E la raccolta delle firme potrebbe proseguire fino a lunedì

TERNI – A Terni Fratelli d’Italia cerca di mandare a casa Stefano Bandecchi, a Roma i vertici nazionali dello stesso partito incontrano quelli di Alternativa Popolare per rafforzare la collaborazione nel centrodestra. Due iniziative politiche che, almeno apparentemente, sembrano procedere in direzioni opposte. A rendere ancora più interessante la vicenda è un comunicato pubblicato proprio da Alternativa Popolare, nel quale si dà conto di un incontro tra il presidente Paolo Alli, il tesoriere Angelo Capelli, il coordinatore per gli italiani nel mondo Massimo Romagnoli e i vertici nazionali di Fratelli d’Italia. Un confronto definito lungo e proficuo, durante il quale Alternativa Popolare ha ribadito la volontà di proseguire il percorso comune con il centrodestra, dai territori fino alle prossime elezioni politiche.

Fin qui nulla di particolarmente sorprendente, se non fosse per quanto sta accadendo contemporaneamente a Palazzo Spada. Proprio Fratelli d’Italia è stato tra i principali promotori dell’iniziativa delle dimissioni contestuali dei consiglieri comunali, con l’obiettivo di raggiungere quota 17 e determinare lo scioglimento del Consiglio comunale. Un tentativo che, almeno per il momento, si è fermato a sette adesioni dichiarate, ben lontano dal numero necessario. E mentre a Terni si tenta di chiudere anticipatamente l’esperienza amministrativa di Bandecchi, a livello nazionale si ragiona sulla prosecuzione dell’alleanza politica con il suo partito.
Una contraddizione soltanto apparente oppure il segnale di una distanza tra le strategie nazionali e quelle locali?

Nella vicenda delle dimissioni resta anche il caso della consigliera di Fratelli d’Italia Elena Proietti Trotti, inizialmente attesa a Terni per sottoscrivere le dimissioni davanti al notaio Cirilli. La consigliera avrebbe poi dovuto recarsi da un notaio a Roma, ma non è escluso che possa presentarsi direttamente a Terni lunedì, dal momento che la scadenza per la raccolta delle firme sarebbe stata prorogata proprio a quella giornata.

Il dato politico, tuttavia, è già significativo. L’operazione promossa per mettere fine all’amministrazione Bandecchi non ha finora prodotto i numeri annunciati e ha finito per evidenziare le divisioni delle opposizioni, a cominciare dal Partito Democratico.
Nel frattempo Bandecchi, pur senza una maggioranza consiliare autonoma, continua a governare e può osservare una situazione nella quale i suoi avversari locali chiedono la fine della sua amministrazione, mentre i rispettivi vertici nazionali dialogano con Alternativa Popolare.

Resta da capire quale delle due linee politiche finirà per prevalere. E soprattutto se lunedì, davanti al notaio, cambierà davvero qualcosa.
Per ora le firme non bastano. E l’incontro romano aggiunge un nuovo interrogativo a una crisi politica che, paradossalmente, continua a lasciare Bandecchi in sella.

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