Il vicepresidente della Provincia replica al segretario comunale azzurro dopo le accuse di vicinanza a Bandecchi. Al centro dello scontro la sfiducia al sindaco, il progetto stadio-clinica e la sospensione dal partito. Ferranti: «Da vent’anni sono tra i più votati del centrodestra. Forza Italia sta diventando organica alla sinistra»
TERNI – È ormai uno scontro politico senza esclusione di colpi quello tra Francesco Maria “Cico” Ferranti, consigliere comunale e vicepresidente della Provincia di Terni, e il segretario comunale di Forza Italia Antonio De Angelis. Una frattura che va ben oltre le divergenze sulla crisi dell’amministrazione Bandecchi e investe direttamente l’identità politica e la linea del partito azzurro a Terni.
A innescare l’ultimo confronto sono state le dichiarazioni rilasciate ieri da Ferranti, che aveva annunciato la propria indisponibilità a sostenere una mozione di sfiducia contro il sindaco Stefano Bandecchi insieme al centrosinistra, rivendicando la necessità di tutelare progetti strategici per la città, a partire dallo stadio-clinica.
Una posizione nella quale Ferranti non aveva chiamato direttamente in causa Forza Italia, ma alla quale De Angelis ha risposto con parole particolarmente dure, sostenendo che il vicepresidente della Provincia non sarebbe più iscritto al partito da un anno e mezzo e sarebbe ormai politicamente organico a Bandecchi. Il segretario comunale ha inoltre collegato la scelta di Ferranti alla vicepresidenza della Provincia, incarico conferitogli dal sindaco.
Accuse che hanno provocato una replica altrettanto netta.
«Leggo le parole di De Angelis che, pur non avendo mai fatto politica, vorrebbe maldestramente stabilire dove mi colloco politicamente io», afferma Ferranti, rivendicando oltre vent’anni di attività e i risultati elettorali ottenuti nel centrodestra e in Forza Italia, dei quali si considera uno dei principali protagonisti sul territorio.
Ma è soprattutto sulla linea politica degli azzurri ternani che Ferranti concentra il proprio attacco.
Secondo il vicepresidente della Provincia, da circa un anno e mezzo la gestione del segretario comunale starebbe progressivamente trasformando Forza Italia in una forza politicamente allineata al centrosinistra. Un’accusa pesante, che evidenzia quanto sia profonda la distanza tra Ferranti e gli attuali vertici locali del partito.
Ferranti contesta a De Angelis non soltanto l’assenza, a suo giudizio, di proposte amministrative autonome, ma soprattutto la convergenza con quelle forze politiche alle quali attribuisce la responsabilità del dissesto finanziario del Comune e delle conseguenti aliquote fiscali elevate.
Il punto centrale resta il progetto stadio-clinica. Ferranti considera l’intervento una possibilità di sviluppo per Terni, con la realizzazione di una nuova struttura sanitaria, di uno stadio moderno, investimenti milionari e nuove opportunità occupazionali. Per questo ritiene politicamente incomprensibile che una parte del centrodestra possa condividere le iniziative del centrosinistra contrarie all’operazione.
Sul progetto, tuttavia, il confronto non riguarda soltanto le scelte politiche. La recente delibera dell’Anac ha evidenziato criticità amministrative ed economico-finanziarie, richiamate dalla maggioranza regionale per contestare l’operazione. Il Comune, dal canto suo, ha ribadito la volontà di proseguire, valutando anche l’eventuale ricorso a una procedura di gara.
C’è poi un ulteriore elemento che Ferranti solleva nella sua replica e che riguarda direttamente i rapporti con Forza Italia.
De Angelis sostiene che il consigliere non sarebbe iscritto al partito da un anno e mezzo. Ferranti ribatte ricordando che proprio alcuni dirigenti locali avevano promosso nei suoi confronti un procedimento disciplinare lo scorso febbraio.
Una vicenda che ha avuto un preciso sviluppo: inizialmente sospeso per 24 mesi dal collegio regionale dei probiviri, Ferranti ha visto successivamente ridurre la sanzione a 15 mesi dal collegio nazionale, annunciando l’intenzione di contestare il provvedimento anche davanti alla magistratura ordinaria. La sospensione, dunque, è un dato distinto dall’eventuale cessazione dell’iscrizione, sulla quale le affermazioni delle parti richiedono un chiarimento.
La questione politica, però, è ancora più ampia. Ferranti continua a rivendicare la propria appartenenza storica al centrodestra, pur assumendo una posizione diversa da quella ufficiale di Forza Italia sulla sfiducia a Bandecchi. Non si tratta, nelle sue dichiarazioni, di un’adesione alla maggioranza del sindaco, quanto del rifiuto di condividere un’iniziativa politica con il centrosinistra e della volontà di difendere un progetto avviato durante l’amministrazione di centrodestra guidata da Leonardo Latini.
Dall’altra parte, i vertici locali di Forza Italia considerano ormai conclusa l’esperienza amministrativa di Bandecchi e chiedono il ritorno alle urne.
La distanza appare quindi sostanziale: per De Angelis la collocazione di Ferranti è incompatibile con la linea del partito; per Ferranti è invece la linea dell’attuale dirigenza locale ad aver perso coerenza con la storia politica del centrodestra ternano.
Uno scontro che si inserisce nella delicata crisi di Palazzo Spada, dove ogni posizione individuale può incidere sui numeri necessari per arrivare alla sfiducia del sindaco.
E mentre la battaglia politica prosegue, il caso Ferranti apre una questione destinata a pesare sugli equilibri azzurri: quella del rapporto tra appartenenza al partito, autonomia degli eletti e scelte politiche sul futuro dell’amministrazione comunale.




