Stadio-clinica, Pd e M5S: «Bandecchi bocciato, ora pronti per l’alternativa»

I gruppi consiliari annunciano una nuova interrogazione congiunta e chiedono cinque verifiche all’amministrazione. «Il sindaco dovrebbe dimettersi. Il Liberati è patrimonio della città, prima vengono i soldi pubblici»

TERNI – «Bandecchi bocciato. Ora pronti per l’alternativa». I gruppi consiliari di Partito democratico e Movimento 5 Stelle tornano sul caso stadio-clinica dopo la delibera dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che ha evidenziato pesanti criticità nell’operazione, contestando l’affidamento diretto, la necessità di una gara pubblica e l’inattendibilità del piano economico-finanziario. «Per anni il sindaco Bandecchi, con la sua solita arroganza, ha liquidato come pregiudiziali e strumentali tutte le obiezioni avanzate dalle opposizioni e dai rappresentanti delle istituzioni. Oggi l’Anac mette nero su bianco ciò che avevamo denunciato», affermano i gruppi consiliari, che rivendicano le iniziative politiche e istituzionali portate avanti negli ultimi mesi.

Pd e M5S ricordano di aver votato contro gli atti relativi al progetto, presentato interrogazioni e chiesto la sospensione degli effetti della convenzione, oltre al coinvolgimento degli organi di controllo. Al centro delle contestazioni, l’assenza di certezze sulla realizzazione e sul convenzionamento della clinica, i rischi economici per il Comune e la mancata chiarezza sui vantaggi riconosciuti al soggetto privato. «Non siamo contrari allo stadio e non lo siamo oggi. Siamo contrari a utilizzare il legittimo desiderio dei ternani di avere un nuovo Liberati per giustificare un’operazione amministrativamente fragile, economicamente rischiosa e segnata da una grave sovrapposizione tra interessi pubblici e privati», sottolineano.

Nel mirino anche la posizione del sindaco: «A danneggiare la città è stato chi ha confuso la tutela dell’interesse pubblico con la difesa ostinata di un progetto privo delle necessarie garanzie». Per questo, secondo i gruppi consiliari, Bandecchi dovrebbe dimettersi senza attendere la mozione di sfiducia annunciata dalle opposizioni. Pd e M5S annunciano inoltre una nuova interrogazione congiunta per chiedere all’amministrazione cinque verifiche: accertare se la concessione possa legittimamente proseguire; acquisire un piano economico-finanziario aggiornato, completo e verificato da soggetti indipendenti; controllare i requisiti economici e finanziari di Stadium in vista dell’asta del 17 novembre; quantificare i possibili rischi per il bilancio e il patrimonio comunale; riferire urgentemente al Consiglio comunale. I due gruppi chiedono anche che, fino al chiarimento delle questioni sollevate, non vengano assunti nuovi impegni né avviati interventi irreversibili sullo stadio senza una verifica documentata della loro legittimità e sostenibilità.

Qualora emergesse l’assenza dei presupposti per proseguire, la richiesta è di attivare gli strumenti previsti dalla legge per tutelare il Liberati e riportarne la gestione sotto il controllo pubblico, anche attraverso la revoca della concessione in autotutela. «Vogliamo uno stadio moderno e sicuro. Ma non accetteremo che, per difendere a ogni costo un’operazione illegittima, si espongano i ternani a rischi economici che nessuno ha ancora quantificato. Il Liberati è un patrimonio della città: prima viene la tutela dei soldi pubblici, non gli interessi di chi ha costruito questa operazione», concludono i gruppi consiliari di Pd e M5S Terni.

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