“Tracce”: cinque donne, tre verbi, una canzone ciascuna per la grande mostra di Marta Carlini

Libera, respira, sorgi: al Caffè Cavour un percorso da guardare e ascoltare con il QR code. L’inaugurazione sabato 7 novembre

TERNI – Cinque donne, tre momenti, una canzone ciascuna. Porta le coffiette, c’è una mostra da ascoltare al Caffè Cavour: “Tracce – Libera, respira, sorgi”, il nuovo lavoro fotografico di Marta Carlini, in esposizione dal 7 al 30 novembre 2026 in via Cavour, 15 a Terni. Un percorso intimo e potente che attraversa storie, emozioni e trasformazioni personali. Tre verbi, tre passaggi simbolici, tre inviti che diventano immagini: Free – Libera è il tempo dello svuotare, del lasciare andare e del fare spazio. Il vuoto non è necessariamente assenza, ma un luogo da attraversare o da abitare, se necessario, per tutto il tempo che serve. Perché anche restare, a volte, può essere una forma di libertà. Breathe – Respira è lo spazio sospeso dei non detti, il momento in cui qualcosa si muove sotto la superficie e si avverte, lentamente, che niente sarà più come prima: un respiro trattenuto e poi lasciato andare.Rise – Sorgi segna un nuovo inizio, la consapevolezza della possibilità di aprire gli occhi, guardarsi intorno e semplicemente sorgere.Gesti, sguardi e corpi diventano strumenti di narrazione, restituendo frammenti di vissuto e lasciando spazio all’interpretazione di chi osserva. Senza fretta, senza aspettative. La particolarità che rende Tracce unica: ogni sequenza fotografica è accompagnata da una precisa canzone. Una colonna sonora personale che arricchisce il racconto. Sotto ogni fotografia c’è un QR code da inquadrare. L’invito dell’autrice è a portate le cuffiette. Perché Tracce è una mostra fotografica, ma si ascolta pure. L’autrice è Marta Carlini, romana, classe 1996, sociologa, operatrice antiviolenza, sognatrice con i piedi per terra. Colleziona storie: le ascolta, le scrive e le custodisce. Ha capito presto che non tutto può essere raccontato con le parole. Per lei la fotografia è una forma di scrittura fatta di luce: un modo per raccontare senza invadere.Ha intrecciato fotografia e violenza di genere nel suo percorso di studi. Nel 2025 ha pubblicato la raccolta poetica Della Fragilità (Affiori) e il volume di racconti Anche se non sto gridando (Dalia). Ha esposto a Narni Donne in rosso (2018) e Com’eri vestita (2021), a Roma Dyke March (2025) negli spazi di Acrobax, e per il Transfem Terni Pride 2024 ha curato Corpi.Tracce invita a entrare senza aspettative, a guardare con calma, ad ascoltare e a lasciarsi attraversare. Non c’è nulla da capire prima di cominciare: le storie si rivelano un passo alla volta, seguendo le tracce lasciate da ogni donna.

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