Il capogruppo pentastellato punta il dito contro l’assessore: «Questione liquidata con la razionalizzazione dei costi»
TERNI – Il destino dell’Azienda ospedaliera di Terni è quella di chiudere? Secondo il consigliere regionale Thomas De Luca sì. Ma non è un sospetto, sottolinea il rappresentante dei Cinque stelle, quanto piuttosto una certezza. «L’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto getta definitivamente la maschera sulle intenzioni della giunta Tesei. Sopprimere l’azienda ospedaliera di Terni e istituire un’unica azienda ospedaliera regionale, ovviamente con direzione nel capoluogo. Questo succede mentre all’ospedale di Terni, negli ultimi tre mesi, gli interventi chirurgici vengono rimandati, le liste di attesa si allungano e le assunzioni tardano ad arrivare» afferma in una nota il capogruppo pentastellato, riportando l’esito del question time che oggi, 23 marzo, si è tenuto in occasione dell’ultima seduta del consiglio regionale.
«Con assoluta leggerezza e noncuranza l’assessore Coletto motiva questa scellerata e folle decisione con una generica “razionalizzazione dei costi” che avrà come effetto l’allargamento della forbice tra il capoluogo, il Santa Maria di Terni, gli ospedali di comunità ed i territori dell’Umbria – sottolinea ancora – In una regione in cui per prenotare una visita occorre aspettare mesi, invece di procedere ad un’integrazione orizzontale tra Usl e aziende ospedaliere di riferimento, la giunta regionale conferma un autentico saccheggio politico in atto da decenni ai danni dell’Umbria meridionale. Perchè questo rappresenta la chiusura dell’azienda ospedaliera di Terni e il suo accorpamento con quella di Perugia. Mentre nel mondo tutti hanno capito che c’è la necessità di riequilibrare la distribuzione dei presidi e delle funzioni sanitarie diffuse nel territorio, qui si pensa ad accentrare».
Per De Luca assume i contorni dell’increscioso «anche quanto avvenuto questa mattina durante la seduta di question time dell’assemblea legislativa. L’assessore Coletto avrebbe dovuto rispondere ad un’interrogazione per sapere il numero di pazienti in lista d’attesa per intervento chirurgico con previsione di ricovero relativamente agli ospedali sia di Terni che Perugia. Vista l’assenza dell’assessore per non meglio precisati motivi personali, il vice presidente Morroni si è rifiutato arbitrariamente di leggere il documento preparato dagli uffici perché avrebbe rilevato delle incongruenze. Una grave censura da parte della giunta regionale, forse senza precedenti nella storia recente dell’assemblea, che mira probabilmente a nascondere la realtà di un nosocomio ternano sotto il tiro della giunta regionale e fortemente depotenziato in termini di personale e risorse. Grazie a chi governa l’Umbria, ormai dai primi giorni di gennaio superiamo costantemente e abbondantemente la soglia critica per occupazione delle terapie intensive. Il Santa Maria, di fatto, non eroga più servizi, le assunzioni sono al palo, gli anestesisti promessi non arrivano e assistiamo a un vero e proprio esodo degli operatori sanitari – conclude De Luca – Proprio oggi la giunta annuncia la chiusura dell’azienda ospedaliera di Terni. Il piano sembra compiuto».
La replica dell’assessore Coletto
A stretto giro la replica dell’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto: «Ho affermato che in termini di razionalizzazione dei costi un’unica Azienda ospedaliera regionale, così come previsto da una specifica legge nazionale, porterebbe dei vantaggi, e in tal ambito potrebbe essere auspicabile. Ma le valutazioni e l’iter sono ben più complesse e articolate», lo specifica l’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto replicando a De Luca. «Ne è dimostrazione – sottolinea – che la stessa Regione e l’Università hanno chiesto e ottenuto, proprio in questi giorni, una deroga al Ministero della Salute per il mantenimento di due distinte Aziende ospedaliero-universitarie»
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