Vaccini, una settimana da leoni: balzo in alto tra i 60enni (64,2% di vaccinati), col 97% delle dosi utilizzate rispetto a quelle ricevute

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Ritmi di somministrazione elevatissimi (anche se dovranno probabilmente essere ridotti, in attesa dei nuovi 20milioni di dosi in arrivo in Italia per giugno). Tra il 24 e il 31 maggio 61.100 iniezioni con una media giornaliera di 8.729

di Marco Brunacci

PERUGIA – La settimana dell’arrivo del commissario Figliuolo è stata ruggente per l’Umbria dei vaccini. Come vedete nella tabella c’è stato un aumento costante in tutte le fasce di età, ma con un repentino allungo rispetto alla fascia 69-60, quella che più ha sofferto la scelta della Regione di dedicarsi prima di tutto a chiudere la partita con gli over 70 e a favorire le immunizzazioni degli estremamente vulnerabili, nonostante critiche e polemiche.

Sulle polemiche, in verità, ha chiuso ogni porta il commissario Figliuolo in persona, condividendo “urbi et orbi” la scelta umbra e dando la sua approvazione a tempi e modi in cui la campagna vaccinale umbra si è dipanata, definendola “coerente” con il piano nazionale.
La settimana ha comunque dato lo slancio necessario per superare il gap rispetto al resto d’Italia: si è passati dal 38% di sessantenni vaccinati con almeno una dose del 24 maggio al 64,2 per cento del 31 maggio (6 di mattina). In termini di classifica dall’ultimo posto tra le regioni al 13esimo, superando nell’ultimo giorno anche le Marche.
Questo lascia intuire che si arriverà alla soglia del 90% di vaccinati entro il 6 giugno. Per poi andare a cercare quelli che restano. Compito non agevole perché spesso non vogliono farsi trovare, come è successo in altre fasce di età. Tra scettici e no-vax veri e propri, bisognerà muoversi con nuovi strumenti, forse anche normativi.
Resta invece molto confortante il livello delle somministrazioni in una settimana: 61.100 per una media giornaliera che è stata di 8.729.
Ma quello che deve far riflettere è la percentuale media di utilizzo delle dosi ricevuto dal Governo nazionale: l’Umbria è stata sempre sopra il 94% con una punta del 97. Tutti i giorni al primo posto in questa speciale classifica delle regioni.
Come dire: a fronte di una dotazione che non è quella richiesta dall’Umbria, qui si riescono a tenere ritmi altissimi, senza problemi.
Ritmi che dovranno per forze essere ridotti perché altrimenti si rischia di non avere le “munizioni” necessarie per tutte quelle seconde dosi programmate in giugno.

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