di Marco Brunacci
PERUGIA – Un po’ di numeri per chiarire: la variante delta, e si immagina anche le altre varianti a venire, incidono su chi ha avuto la seconda dose in maniera che è al di sotto di qualunque rischio correlato a farmaci. E allora: il 96,6% dei vaccinati doppia dose non andranno incontro a eventi fatali, Stessa percentuale per la fascia degli over 80, come si vede nella grafica dell’Iss, Istituto superiore di sanità. Tra gli eventi fatali: il 96,11 degli over 60 e il 93,37 della fascia 40-59. Va aggiunto che questa percentuale include casi di persone con molte o comunque diverse, sindromi gravi, oltre al Covid.
La percentuale migliora con il calcolo sulle terapie intensive: il 97,10. Come dire che solo 2 su cento possono rischiare la rianimazione e questo 2 è concentrato tra i fragilissimi e gli over 80.
Il rischio di ospedalizzazione? Siamo al 94,85 che possono stare tranquilli. Anche per la diagnosi di Sars Covid 19 l’84,7% è al riparo se ha avuto una seconda dose. Se ha avuto solo la prima dose la percentuale scende invece al 64,64%.
Consultando la grafica ognuno potrà rendersi conto di quanto sia importante una immunizzazione completa e quale sforzo deve essere ancora fatto per dare la doppia dose a una quantità di popolazione che garantisca di fare muro nei confronti dello strano e così poco naturale virus.
Detto questo, che vale per tutta Italia, ecco i numeri dell’Umbria necessaire per capire: ci sono, nonostante la campagna vaccinale proceda a buona velocità e comunque tra le migliori in Italia, ancora circa 200 mila umbri sopra i 12 anni che non hanno ricevuto una dose di vaccino, Solo per i più giovane vale il discorso della mancata chiamata,. Per gli altri si tratta di perplessità sul vaccino o addirittura contrarietà. Tra ni-vax e no-vax siamo a 23 mila umbri over 60 anni che non hanno chiesto la prima dose. E l’Umbria in percentuale è la prima regione in Italia in quanto a doppia dose di vaccino per la fascia di età più a rischio che è quella dei 60 anni in sù.
Questi numeri sono dovuti ai ritardi che ci sono stati nella campagna vaccinale nazionale dovuti al caso Astrazeneca (l’Italia è l’unico Paese al mondo che ne ha fatto a meno, nel momento cruciale, in seguito a un disgraziato evento letale (enfatizzato in ogni maniera da media che hanno perso ogni capacità di riflessione e quindi mediazione sui fatti) e il mancato apporto del vaccino tedesco Curevac.
Le vaccinazione in Umbria procedono a gran ritmo e seguendo la strada della conclusione entro metà settembre. Le difficoltà restano e sono legate a tanta cattiva informazione e a tanti assurdi tam tam contro i vaccini (e contro il buon senso) che vengono inseguiti a sinistra come a destra.
La sprint decisivo è iniziato in questi giorni. Sarebbe necessario più che mai un sussulto di serietà.


