Palazzo Murena, sede dell'Università degli studi di Perugia
Palazzo Murena, sede dell'Università degli studi di Perugia

Università, nel caos nazionale del Green pass l’Ateneo di Perugia sceglie la aurea linea del buon senso

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Scatta l’obbligo di presentare il pass vaccinale per studenti e personale universitario. I rumors sono concordi: qui ci sarà applicazione della legge (inevitabile con i dipendenti) ma nessun fondamentalismo con chi vuol accedere ai servizi e tornare a vivere lo Studium

di Marco Brunacci

PERUGIA – Facile dire che il Green pass è un pasticcio, se non si dice che è anche l’unico modo per evitare che scatti, sic et sempliciter, l’obbligo vaccinale, con tutto quel che significa in termini di sacrificio delle libertà personali.

Certo: il Governo, nell’annunciare che la normativa sul Green pass da mercoledì 1 settembre deve entrare in vigore per il personale e gli studenti di tutte le Università italiane, poteva anche mettere le Università medesime nelle condizioni di applicare il decreto. E invece le disposizioni attuative sono arrivate ai rettori mezzora fa, in perfetto italian style della pubblica amministrazione meno efficiente.
Tutto ciò premesso a Perugia non si sono persi d’animo.
Prima hanno preparato un proprio piano B, poi lo hanno limato a tutta velocità con quel che ingiungevano le disposizioni nazionali (in verità quasi niente di diverso).
E ora non resta che attendere il mercoledì di fuoco: il debutto del Green pass negli Atenei italiani, tra timori di rimostranze (più o meno smodate) no vax e legittime obiezioni sulla necessità di tutelare le libertà personali.
C’è, come ovvio, una certa ansia nei corridoi di Palazzo Murena. L’Ateneo perugino sta conoscendo, per via di tanti fattori concomitanti, una seconda giovinezza e nessun vuol rovinare la liaison in atto tra studenti e ateneo.
Inutile chiedere posizioni ufficiali, ma c’e’ solo la ferma determinazione a superare il test con il massimo dei voti di gradimento.
Quel po’ che si sa dai rumors dice che l’Ateneo perugino ovviamente non può (e non vuole) certo disapplicare una legge dello Stato (e con il personale non ci saranno tentennamenti), ma intende far valere sempre la volontà al dialogo con tutti, e insieme a questo farà di tutto per applicare in questa delicata quell’aurea regola del buon senso così tanto disattesa.
Il test sarà impegnativo ma questa è la strada per superarlo con profitto. A Palazzo Murena sono fiduciosi. Ma serve – è evidente- l’impegno di ciascuno.
Magari aggiungendo suggerimenti al legislatore nazionale su una modifica della normativa sulla privacy per permettere ad esempio di acquisire i dati sul Green pass senza doverlo verificare giorno per giorno. Una vera assurdità.
Se tutto va come deve andare, magari l’Università perugina diventa un esempio di come affrontare e superare le inedite prove alle quali il misterioso e infido Covid costringe tutti noi.

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