Medici in corsia
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Signori pessimisti farsi da parte, in Umbria si vive di più e meglio: 83,3 anni di aspettativa di vita, 67,4 in buona salute

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Da una ricerca resa nota in questi giorni la sanità umbra nel 2020 ha dato la migliore risposta in Italia alla richiesta dei cittadini, sia rispetto a Covid e vaccinazioni, sia per le altre sindromi. Come più volte sottolineato da Cityjournal, che ora però vede rischi di sperperare questo patrimonio

di Marco Brunacci

PERUGIA – In Umbria si vive di più e meglio. Signori pessimisti, farsi da parte. E’ iniziata a circolare sul web (Today) una ricerca di Meridiano Sanità Regionale Index che riferisce due dati da record per l’Umbria: nel 2020 l’Umbria, in pieno Covid, è la Regione che ha una aspettativa di vita più alta in Italia: in media 83,3 anni, un po’ di più al solito per le donne, qualcosa di meno per gli uomini. Ma di grande rilievo è anche l’aspettativa di vita in buona salute che tanto preoccupa tutti i cittadini di una certa età: si arriva in forma, in media, a 67,4 anni. E va sottolineato che qui la media nazionale è molto inferiore: si è solo a 62,8 anni.

In Italia nel 2020 l’aspettativa di vita è stata di 82 anni. A questo si aggiunge che l’Umbria è terza tra le Regioni italiane per qualità della sanità nel 2020.
In realtà è la numero uno perché davanti ci sono due Province autonome, Bolzano e Trento, che sono quasi Austria, mentre subito dietro c’è il Veneto, a dimostrazione che la sanità, nel 2020, magari anche in virtù anche di qualcosa che era stato seminato prima, con ogni evidenza, ha funzionato tutto meglio di ogni altra regione, rispetto a parametri di efficienza scientificamente posti.
Ora è curioso che chi scrive abbia avuto tante critiche per aver messo in rilievo che la risposta all’emergenza Covid, nel suo complesso, tenendo presenti anche i livelli garantiti di cure per altre sindromi, era più che positiva, e dopo uno sbandamento sui vaccini, durato per altro un paio di settimane, e con l’adozione della misura del commissario speciale, tutto è tornato a funzionare al meglio.
E qui si era già sottolineato – solo qui si è potuto leggere – come le critiche dell’opposizione erano in larga parte “mantra” di circostanza e non colpivano alcun obiettivo rispetto ai dati reali.
Ma, per converso, adesso è curioso vedere come la sanità regionale non abbia fatto tesoro di queste performance e stia disperdendo un patrimonio di efficienza e credibilità per non voler instaurare un rapporto di ascolto con il personale sanitario a tutti i livelli e per seguire una linea nella quale sono le esigenze di bilancio a farla da padrone. I ragionieri vincono sui medici. Questo in un segmento dell’amministrazione dove avere i conti in ordine è molto importante come altrove, ma dove è fondamentale la cura della salute dei cittadini, anche in prospettiva futura (per esempio mettere l’Università in condizione di lavorare nelle aziende ospedale attraverso la Convenzione, iniziare a pensare come portare in Umbria professionisti giusti per non abbassare il livello, dare un’accelerazione che sia evidente nella percezione dei cittadini in quanto allo smaltimento delle lunghe liste d’attesa).

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