DI FRANCESCA CECCHINI
PERUGIA – Prenderà il via domenica 9 gennaio al Teatro di Figura di Perugia la seconda parte della stagione di teatro per ragazzi targata Tieffeu, con un programma per accontentare tutti i gusti dei piccoli ospiti e delle loro famiglie.
Undici gli spettacoli in cartellone la domenica pomeriggio, sempre alle 17.30, che vedranno protagoniste compagnie provenienti da tutta Italia che, prevalentemente grazie all’ausilio di burattini e marionette, porteranno nel capoluogo umbro alcune delle fiabe più note e amate dai bambini.
IL PROGRAMMA

Si inizia con “Pi… Pi… Pinocchio”, spettacolo di attori e figure scritto e diretto da Mario Mirabassi, con Claudio Massimo Paternò, Ingrid Monacelli e Davide Tassi.
Un omaggio alla figura del burattinaio per eccellenza: Mangiafuoco, che riscattato dal ruolo di “cattivo” a cui siamo abituati, diventa il narratore nostalgico di una propria storia del famoso burattino. Dopo l’incontro con Pinocchio, entra in crisi di identità: non possiede più la vita delle figure, venendogli negata la funzione di “creatore” e “animatore”. Pinocchio vive di vita propria. L’impedimento di questo ruolo gli fa scoprire i suoi limiti “umani” ma allo stesso tempo scatena nel suo animo sentimenti di rispetto e ammirazione. Quel piccolo essere di legno lo ha fatto emozionare con le sue strabilianti avventure alla ricerca del padre perduto. Una storia commovente ed appassionante capace di sciogliere i cuori di pietra. E, allora, un giorno mentre “la Premiata Marionettistica Mangiafuoco” bivacca in prossimità di un villaggio, dove rappresenterà il suo solito spettacolo sulla tradizione, Mangiafuoco decide di buttarsi nell’avventura di allestire uno spettacolo sulla storia di Pinocchio. Uno spettacolo di teatro nel teatro, dove su piani paralleli, tra il metateatro e l’apertura di finestre della memoria, appare la vera storia di Pinocchio.

Il 16 gennaio “Cappuccetto Rosso. Un carretto di fiabe” della compagnia Tieffeu, spettacolo d’attore e figure con Giancarlo Vulpes.
Una fiaba di sempre, riscritta e narrata accentuando particolarmente il sentire di Cappuccetto Rosso. Il distacco, l’allontanamento dalla dimensione protettiva della famiglia. Il divieto e la sua infrazione. La curiosità del non conosciuto e l’insicurezza nei luoghi riattraversati. La gioia della scoperta di un bosco che appare nella sua bellezza e nelle piccole cose. La paura e il suo superamento. Il confronto con il lupo antagonista, che bisogna conoscere e poi sconfiggere. La storia di “Cappuccetto” è la storia di ognuno di noi.

Il 23 gennaio “Ravanellina. Una storia di verdura e libertà” del Teatro Nata, spettacolo di teatro di narrazione, pupazzi e musica di e con Eleonora Angioletti.
Ravanellina è una giovane donna che viaggia dentro un baule, porta con sé tutta la sua casa, sia il mondo dell’immaginazione che la dimora vera e propria. Il giorno del suo compleanno decide di fermarsi in una radura meravigliosa per festeggiare l’evento così speciale. Durante i preparativi ricorda il momento in cui tutta la sua vita è cambiata. Qui parte la storia, dal ricordo. Attraverso il racconto della madre, poi dalla sua reminiscenza, Ravanellina rivive la volta in cui, per troppa curiosità, ha deciso di scavalcare un muro ed è stata rinchiusa in una torre da una strega.
«Ci piaceva mettere in risalto questo racconto nel racconto – spiegano da Teatro Nata – dove il destino, in questa fiaba dei fratelli Grimm, è per certi versi circolare. La mamma, la strega e la stessa Ravanellina sono imprigionate in una torre, ma solo la protagonista, attraverso il processo dell’azione e quindi del racconto, potrà liberarsi da quella costrizione metaforica ed essere libera finalmente di vivere e raccontare nuove storie. Ravanellina è un viaggio di un attrice che cerca assieme ai più piccoli di superare la paura del buio e della terribile strega».

Il 30 gennaio “La Bella e la Bestia” della compagnia Pupi di Stac, spettacolo di burattini di Enrico Spinelli.
La storia è presentata dalla strega in persona che narra un fatto accadutole. Il mercante Arturo, vedovo, ha tre figlie: le due grandi pensano ai vestiti ed alle feste, la più giovane, Belinda, gentile e affettuosa, manda avanti la casa. Gli affari conducono Arturo, con il servitore Berto, al porto di Livorno. Le sorelle chiedono al padre doni costosi, Belinda si accontenta di una rosa. Tornato a casa il padre ha dimenticato il fiore ed entra in un giardino disabitato. Un orribile mostro gli appare e in cambio della rosa rubata chiede la figlia in sposa.

Il 6 febbraio “Storie di Kirikù” di Teatro dei Colori, spettacolo d’attore e di figura con suoni dal vivo con Andrea Tufo, Massimo Sconci, Valentina Franciosi.
Il bimbo più furbo, scaltro e veloce della tradizione africana si chiama Kirikù, è diverso dagli altri, è speciale. La sua voce si sentiva già dal ventre della mamma e appena nasce, da solo si dà il nome. Capisce che il suo mondo, il suo villaggio vive una maledizione, la fonte dell’acqua è secca, gli uomini e anche il suo papà sono scomparsi. Kirikù è piccolo, nessuno vuole giocare con lui, ma poi tutti lo cercheranno perché è coraggioso, supererà prove, libererà il villaggio dalle maledizioni. Utilizzando la sua astuzia, supererà la paura della strega Karabà, e con grande coraggio si avvicinerà a lei. Prove, sconfitte, vittorie, riti di iniziazione, rapporti con gli elementi della terra, con gli animali, magia, riconoscimenti, risoluzioni, astuzia e coraggio per sconfiggere l’antagonista. Il bene trionfa sul male e l’eroe riporta nel villaggio armonia e serenità.

Il 13 febbraio “Il mare blu” di Teatro del Drago, spettacolo di narrazione per ombre e figure, di e con Roberta Colombo e Andrea Monticelli.
Un delfino, un cucciolo alla scoperta del mondo, con una missione speciale da compiere. Le immagini e le parole accompagnate dalla musica, si intrecciano poeticamente in un racconto di mare. La voglia di vivere, di giocare e di scoprire, propria di tutti i “piccoli” è l’energia che muove il mondo, che si irradia come i raggi del sole e raggiunge anche quei “grandi” che col passare delle stagioni si sono allontanati e persi in un universo frenetico fatto di niente. Un’ attrice in uno spazio di veli blu, narra la storia. La accompagnano ombre, pupazzi e oggetti mossi a vista attraverso un gioco di proiezioni di immagini con le tonalità del mare. Un attore anima dal fondo, accompagnando la recitazione con luci e musica.

Il 20 febbraio “Hansel e Gretel fratelli di cuore” di Ortoteatro, spettacolo con pupazzi, burattini e attori con Federica Guerra.
Hansel e Gretel si volevano molto bene e, quando stavano insieme, si sentivano così forti che nessuno avrebbe potuto far loro del male. Così inizia la storia: lo spettacolo prende spunto dal lavoro di un anno con insegnanti e bambini sul “dare un nome alle emozioni, dare un nome ai sentimenti”. Ed ecco due bambini che conoscono l’importanza del condividere, una mamma (non matrigna) che vuole bene con tutto il cuore ai suoi due figli. E che, come tutte le persone del mondo, vive la gioia e la felicità, ma anche la malinconia e, a volte, quando la fanno proprio spazientire, la rabbia di un momento. Siccome “è difficile fare il bambino della propria mamma”, Hansel e Gretel partono per un’avventura nel bosco, dove incontreranno alberi parlanti, animali affamati di briciole, fate e folletti. E, naturalmente, la perfida strega Rosicchia.

Il 6 marzo “Il viaggio di Tartaruga Tranquilla Piepesante” della compagnia Fratelli di Taglia, liberamente tratto da “Tranquilla Piepesante di Michael Ende, di Giovanni Ferma e Daniele Dainelli.
Una placida e ostinata tartaruga viene a sapere che il suo amico leone, Re degli animali, sta per sposarsi, e si mette in cammino per partecipare alla festa. Lungo la strada incontra diversi animali tra cui il ragno Fatimo Crocedifilo, che la prende in giro per la sua lentezza, la sua amica chiocciola Serasade Scialucente, che le sconsiglia vivamente di continuare perché un viaggio simile non è roba per una creatura lenta come lei. Ma le tartarughe, si sa, arrivano sempre a destinazione, e anche Tranquilla ce la farà, dimostrando per l’ennesima volta che chi va piano va sano e va lontano. Una piccola favola contemporanea che si ispira alla tradizione classica e regala al giovane spettatore di oggi una morale semplice e divertente: importante in un viaggio, come nella vita, non è arrivare prima, ma il viaggio stesso, con tutti gli incontri belli o paurosi che si possono fare.

Il 13 marzo “Il mago di Oz” della compagnia Bertolt Brecht di Formia, con Maurizio Stammati e Chiara Di Macco.
Liberamente ispirato al romanzo di Frank Baum dal cui fu tratto il famoso film del 1932 “The wizard of Oz”, lo spettacolo ripercorre tutte le tappe del fantastico viaggio di Dorothy. Una coproduzione realizzata dalla compagnia di Formia in sinergia con TFU di Perugia. I pupazzi di Ada Mirabassi si sposano con le comiche abilità attoriali del Brecht, le scenografie costruite da Marco Mastantuono e le musiche originali composte da Giordano Treglia, giovane compositore e polistrumentista. I costumi di Marilisa D’Angiò e il disegno luci di Antonio Palmiero completano una equipe di qualità per uno spettacolo ricco di sorprese.

Il 20 marzo “La Bella Addormentata” della compagnia Proscenio Teatro, spettacolo di teatro d’attore, pupazzi animati e interazione con il pubblico con Simona Ripari, Roberto Rossetti/Enrico Verdicchio.
Il teatro diventerà un museo dedicato a tutte le fiabe più famose, ma lo spettacolo si svolgerà nella sala dedicata alla ”Bella Addormentata nel bosco”. Il pubblico sarà accolto da due addetti del museo che illustreranno i preziosi reperti conservati: la corona del Re e della Regina, abiti, monili, ma soprattutto il regale letto dove la Principessa sta ancora dormendo. Durante lo svolgersi della storia, la Principessa nel letto inizia a muoversi e questo darà origine ad una serie di situazioni tutte da vivere.

A chiudere la stagione il 27 marzo sarà “I musicanti di Brema” della compagnia Tieffeu, spettacolo di narrazione con pupazzi, sagome e libro pop up con Giancarlo Vulpes.
Un asino, un cane, un gatto e un gallo si ritrovano insieme e partono per realizzare almeno uno dei loro grandi sogni: diventare amici, formare un gruppo e vivere di musica. Durante il viaggio, però, stanchi e affamati decidono di fermarsi in una casa occupata da insoliti briganti che si rivela essere la loro casa dei sogni. Con il coraggio, l’astuzia, la fantasia, la forza dell’amicizia e un cuore generoso, non è mai detta l’ultima parola, perché come diceva qualcuno Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.


