Il retroscena2/ Aeroporto, quasi fatta per il volo su Lamezia. Trattativa con Monaco come partner. E British punta sull’Umbria (e annuncia il fine-Covid)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il gigante inglese allunga il suo collegamento con Londra (da maggio a settembre), mandando un segnale di speranza sulla conclusione dell’emergenza pandemia. Per Sase interesse da parte di operatori turistici del segmento lusso, che stanno sbarcando nella regione

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sono stati annunciati i 13 voli che verranno effettuati in questa stagione dal San Francesco. Non stiamo a ripetere se non per dire che si tratta di mete nazionali e internazionali importanti: da Barcellona a Cagliari a Bucarest.

Le novità invece sono due e ricche di risvolti per capire cosa sta succedendo dietro le quinte.
Prima novità: British airways ha deciso di allungare di due mesi l’esperimento di portare a Londra Heathrow chi decolla dall’Umbria. Un volo decisivo per le sorti dello scalo umbro che verrà effettuato non solo nei tre mesi estivi ma da maggio alla fine di settembre.
Che significa? Intanto che il gigante British è molto interessato a Perugia, magari dopo aver visto anche i dati ultimi: 145mila passeggeri nell’anno, ma praticamente in 5 mesi, causa Covid. Con l’obiettivo dei 300mila passeggeri a portata di mano.
E ancora: c’è British che scommette sull’Umbria per continuare il suo derby intercontinentale con Lufthansa.
Infine – e sarebbe la notizia migliore – dall’Inghilterra arriva un messaggio di speranza: British ritiene che a primavera il Covid come emergenza sarà un ricordo e il Covid diventerà endemia da arginare ma non più protagonista unico della nostra vita (e quindi dei nostri viaggi).
Seconda novità: mancano due voli alla lista della ripartenza di Sant’Egidio. Ma sono due storie fondamentali. Intanto, il fondamentale volo su Lamezia. Fonti accreditate dicono che si sta raggiungendo un accordo, ma è necessario che il Covid si faccia ulteriormente da parte per raggiungere il closing. C’è molto ottimismo.
L’altro fronte, più complesso, è quello di Monaco. Si sa che il collegamento è da considerare strategico per l’aeroporto San Francesco, in quanto apre il mondo (più di Londra, essendo più vicino) ai passeggeri in partenza da qui.
Ci sono stati problemi ancora legati al Covid e ai conti che faticano a tornare. Ma .- ancora citiamo fonti accreditate – si sostiene che i tempi lunghi potrebbero essere perfino di buon auspicio per il futuro dello scalo umbro.
Si sa che la trattativa commerciale, su slot e tratte, tra Perugia e Monaco, è una parte del dossier. In realtà a Monaco la Regione Umbria cerca un possibile partner nell’azionariato.
Un partner affidabile, in grado di dare il suo contributo tecnico nella gestione dello scalo e anche per fornire progetti per l’ulteriore sviluppo.
La trattativa puramente commerciale va di pari passo con quella per rafforzare l’assetto societario dell’aeroporto. Sase comunque gioca anche su altri tavoli. Fondi internazionali, ma anche – si insiste a dire – operatori turistici, che hanno messo l’Umbria nel mirino. Si parla dello strategico segmento lusso. Disponibili a entrare per un 30% dentro Sase. Mentre stanno sbarcando con le loro strutture high level nella regione. Una possibile svolta verso i 10 milioni di fatturato del turismo in Umbria, indicati come target dall’ultima ricerca sul settore da parte dell’Aur.

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