PERUGIA – Seconda edizione per “Luso!”, mostra itinerante del nuovo cinema portoghese in Italia che invaderà i locali del Postmodernissimo da Perugia dal primo al 28 febbraio. L’esposizione venne promossa in prima battura nel 2018 e toccò una quarantina di città sul territorio nazionale.
Ampia l’offerta dei film selezionati per l’iniziativa organizzata dall’associazione Il Sorpasso, promotrice in Portogallo e in Brasile della Festa del Cinema Italiano, – e Arch Film, casa di distribuzione indipendente italiana, in collaborazione con Fundação Calouste Gulbenkian, ICA, Ambasciata del Portogallo a Roma, Instituto Camões e Turismo de Portugal.
Quattro le pellicole destinate al capoluogo umbro, applaudite nei maggiori festival internazionali.
I FILM IN PROGRAMMA
Dal primo febbraio “Metamorfose dos Passaros” (2020, “La metamorfosi degli uccelli”), il documentario esordio di Catarina Vasconcelos. Vincitore del Premio Miglior film al Festival di Pesaro, interpretato da Manuel Rosa, João Mora, Ana Vasconcelos e Henrique Vasconcelos, il lungometraggio è una meditazione sulla perdita e l’assenza – quella di due madri – in cui le parole accompagnano, senza un legame diretto, immagini dalle forti suggestioni pittoriche. La metamorfosi degli uccelli è il film candidato dal Portogallo nella corsa agli Oscar 2022 come Miglior Film Straniero.
Da martedì 8 febbraio “Variações” (2019, “Stella Cadente – La vita e la musica di António Variações”) per la regia di João Maia. Il film, successo di pubblico in patria, è un biopic – omaggio alla prima superstar gay portoghese, Antonio Variações, geniale autore ancora poco conosciuto in Italia, scomparso nel 1984. ‘Variações’ racconta il percorso formativo di Antonio dalle umili origini in un villaggio contadino fino al successo come cantante e performer e la sua tragica scomparsa.
Dal 15 febbraio “Technoboss” (2019) di João Nicolau, con Miguel Lobo Antunes, Luisa Cruz e Mick Greer. Luis è un tecnico alla sicurezza in procinto di andare in pensione e ormai incapace di stare al passo coi tempi di una tecnologia sempre più moderna e incomprensibile. Un’operetta buffa e malinconica, che mescola metal e canti a cappella, in un crescendo di surrealismo che porta al più dolce dei finali.
Dal 22 febbraio “Mosquito” (2020), diretto da João Nuno Pinto, con João Nunes Monteiro, Sebastian Jehkul, Filipe Duarte e Josefina Massangoa. Il film, che ha riscosso un grande successo al Festival di Rotterdam 2020, racconta di un giovane portoghese che si arruola nell’esercito durante la Prima Guerra Mondiale e viene mandato al fronte in Mozambico. Sogna di vivere grandi avventure e di difendere la propria patria, ma, lasciato indietro dal proprio plotone, intraprende un estenuante viaggio per la mitica terra natale dei Makua, camminando per più di mille chilometri.


