Gruppo della sezione di Scienze Biochimiche e Biotecnologiche

Il contributo dei ricercatori dell’Università di Perugia a una innovativa terapia genica contro la Mld

Gli esiti della ricerca scientifica sono stati pubblicati su “The Lancet”

PERUGIA – Anche l’Università degli Studi di Perugia ha collaborato allo sviluppo dell’unica terapia esistente in grado di curare i bambini affetti dalla leucodistrofia metacromatica (Mld), malattia genetica rara fino ad oggi incurabile e letale nei primi anni di vita.

La terapia, risultato della sinergia fra équipe diverse appartenenti a vari enti di ricerca ha avuto l’approvazione dall’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) dal dicembre 2020, diventando un farmaco per terapia genica, il “Libmeldy”. I risultati ottenuti con il farmaco su 29 bambini affetti da MLD sono stati pubblicati recentemente dalla prestigiosa rivista The Lancet.
Questa terapia per curare i bambini affetti dalla Mld, messa a punto presso il Telethon Institute for Gene Therapy dell’ospedale San Raffaele (TIGET-HSR) di Milano, di cui è responsabile il professor Alessandro Aiuti, in collaborazione con Orchard Therapeutics (UK), consiste nel trapianto di midollo di cellule staminali emopoietiche autologhe del paziente, corrette geneticamente con la tecnica della terapia genica, al fine di ripristinare la funzione del gene difettivo.

LO STUDIO A PERUGIA

Nell’ambito di questo progetto biomedico, l’ateneo di Perugia, in particolare la professoressa Sabata Martino e il dottor Francesco Morena della sezione di scienze biochimiche e biotecnologiche del dipartimento di chimica, biologia e biotecnologie, sezione di cui è responsabile la professoressa Carla Emiliani, hanno contribuito in forma sostanziale sin dalle prime fasi di sviluppo e sperimentazione della terapia, ovvero già dal 2010, con l’inizio della sperimentazione clinica.
Il gruppo perugino ha infatti sviluppato e progettato dei saggi biomolecolari miniaturizzati atti a dimostrare la corretta funzione e struttura della proteina terapeutica in piccole quantità di campioni biologici, fornendo così dei parametri utili per il monitoraggio dell’efficacia della terapia, sia nelle fasi iniziali del trattamento sia quelle di sorveglianza post trattamento.
Al fine di sviluppare queste attività di ricerca altamente innovative è stato istituito il laboratorio biomolecolare per le proteine ricombinati, certificato ISO 9001:2015, di cui la Martino è direttore responsabile, nel quale sono messe a frutto le competenze acquisite nello studio biomolecolare degli enzimi lisosomiali e delle patologie genetiche rare da accumulo metabolico lisosomiale, da sempre oggetto di studio da parte del gruppo coordinato dalla Emiliani.
Gli esiti della ricerca scientifica sulla Mld, ora pubblicati da The Lancet, sono un’analisi integrata dei risultati dello studio clinico che ha visto protagonisti ventinove pazienti pediatrici con diagnosi molecolare e biochimica di leucodistrofia metacromatica ad esordio precoce, in fase pre-sintomatica o precocemente sintomatica: l’innovativo trattamento terapeutico ha prodotto benefici prolungati e clinicamente rilevanti, preservando la funzione cognitiva e lo sviluppo motorio nella maggior parte dei piccoli pazienti e rallentando drasticamente la demielinizzazione e l’atrofia cerebrale
Il successo di questa strategia terapeutica ha aperto la strada alla cura di altre patologie genetiche da accumulo metabolico lisosomiale, oltre che di altre patologie genetiche.

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