di Marco Brunacci
PERUGIA – Di Monteluce, l’ex area dell’ospedale simbolo dell’espansione della città di fine Novecento, che rischia ora di diventare un monumento al degrado di Perugia, un esempio del suo arretramento, una potenziale città di topi, abbiamo detto e ridetto. La novità è che il treno per salvarla è – per usare un’immagine – sui binari. Deve partire. Ci sono le premesse, però restano ancora degli ostacoli. E, sullo sfondo, moderato ottimismo, vista anche la posta in palio. Altissima…
Dall’assemblea legislativa arrivano moniti e rassicurazioni (almeno per l’impegno che si sta profondendo) della presidente Tesei che rispondeva a due richieste di chiarimenti, una dell’opposizione (Andrea Fora, CiviciX) e una della Lega (Paola Fioroni). Ed è emerso il percorso già raccontato in un retroscena da Umbria7 e iniziato dalla riunione serale del 23 dicembre scorso con tutti i protagonisti di questa cruciale vicenda.
E, allora, per sintetizzare quello che di nuovo (e di buono) c’è tra le informazioni date da Tesei:
1.Amco sta lavorando per arrivare alla soluzione finale per Monteluce. Ha messo soldi nel Fondo Monteluce e ora si attendono settimane e non mesi per una svolta (forse fine marzo). E Amco, va ricordato, è la società numero uno in Italia per la gestione delle sofferenze immobiliari, ed è soggetto pubblico facendo riferimento al Ministero dell’economia e finanza (Mef) e avendo nel board le principali banche,
2.La Regione può solo fare moral suasion su Amco e insieme premere sul Comune di Perugia perché trovi tutti gli strumenti per superare gli ostacoli che al Comune competono, ma questo suo ruolo, per quanto limitato, lo interpreterà nella maniera più consona alla gravità della situazione, facendo tutte le pressioni necessarie, mantenendo un contatto continuo col Mef e con chi può e deve intervenire.
3.Il Comune di Perugia ora deve muovere sullo scacchiere, senza più indugi
4.Le imprese umbre che vantano 4 milioni di credito e che rischiano di saltare perché non pagate sono al centro di tutte le discussioni insieme con i problemi delle attività commerciali della zona. Ma tutto dipende dalla capacità di Amco, che comunque è un veicolo pubblico e quindi ha tra i suoi scopi quello di trovare soluzioni, come dire, “sociali”.
5.Alla fine si può essere ottimisti? Amco deve ancora trovare un’intesa con uno dei partner bancari tedeschi esposti e non è così facile. Ma se si supera questo ultimo impedimento l’orizzonte si rischiara. Si aspetta il fischio del capostazione per far partire il treno che è però è già sui binari.
Per Fioroni la risposta di Tesei «è stata esauriente» e c’è «l’apprezzamento alla presidente per il lavoro che sta svolgendo su questo e altri dossier, che arrivano dal passato. E questo va ricordato – conclude Paola Fioroni – in una giusta operazione verità».
Anche Fora considera «esauriente» la risposta della presidente ma, in contrasto con Fioroni, vorrebbe «meno tempo dedicato a ricordare il passato e più speso sulle soluzioni». Fora riserva però l’ultima stoccata al Comune di Perugia: «Non sembra altrettanto presente e attivo» sulla questione «come invece la presidente della giunta regionale».


