SPOLETO (Perugia) – Nove anni di pena complessiva per spaccio. È quanto prevede l’ordinanza di misura cautelare eseguita dai carabinieri della Compagnia di Spoleto nei confronti di un trentenne che si trovava già agli arresti domiciliari.
Il giovane dovrà quindi scontare in carcere circa 9 anni in relazione a pregresse gravi condotte consumate in materia di sostanze stupefacenti riconducibili alla detenzione ai fini di spaccio. Una pena pesante che dimostra la gravità di certi reati, spesso evidentemente non percepiti come tali dai più giovani. È per questo che, come riporta una nota, l’Arma dei carabinieri ha avviato il progetto di “cultura della legalità” all’interno degli istituti scolastici finalizzati a sensibilizzare i giovani su specifiche problematiche e volte ad instillare il senso civico e il rispetto delle istituzioni democratiche.
Tra le diverse argomentazioni maggiormente diffuse quella più sensibile e di maggiore attualità attiene al contesto delle droghe di varia natura e gli effetti delle condotte illecite connesse. In particolare, la Compagnia carabinieri di Spoleto ha assunto una serie di iniziative volte alla trattazione della specifica tematica negli istituti scolastici della zona, creando delle idonee sinergie con i dirigenti scolastici e soprattutto dialogando con gli studenti di diverse fasce d’età. Il fenomeno assume una valenza strategica su tutta la provincia in quanto il Comando provinciale di Perugia effettua incontri sulla legalità in diversi istituti scolastici del territorio.


