Uno spettacolo divertentissimo che non finisce assolutamente con un suicidio
foto di Manuela Giusto

L’autoironia di Lodo Guenzi ad aprire la stagione del teatro Caporali

Il percorso di una persona attraverso la fama, parola quanto mai controversa, può diventare una parabola nella quale più persone possono riconoscersi

PANICALE (Perugia) – Pronta al taglio del nastro la stagione di prosa del TSU al teatro Cesare Caporali di Panicale dove il sipario si alzerà il 27 marzo alle 18 con “Uno spettacolo divertentissimo che non finisce assolutamente con un suicidio”. Protagonista Lodo Guenzi, anche autore insieme a Nicola Borghesi.

Partendo da nessuna idea precisa né un piano, i due hanno lavorato sull’autobiografia di una persona abbastanza famosa, Lodo appunto, il che la rende da una parte potenziale oggetto di interesse per un numero maggiore di persone, dall’altra aumenta la diffidenza per il genere, dall’altra ancora permette di vedere dall’interno posti, come Sanremo o X-Factor, che di solito si vedono nella loro versione confezionata per il pubblico. Dall’unione di questi tre dubbi nasce “Uno spettacolo divertentissimo che non finisce assolutamente con un suicidio”.

Uno spettacolo divertentissimo che non finisce assolutamente con un suicidio
foto di Manuela Giusto

Il percorso di una persona attraverso la fama, parola quanto mai controversa, può diventare una parabola nella quale più persone possono riconoscersi: la vita delle persone, generalmente, consiste nel sopravvivere lasciandosi dietro macerie. Tutto questo è terribile, ma fa anche ridere. La parte che fa ridere è quella non ancora del tutto compromessa con un sistema tarato per appiattire tutto, per rendere tutto omogeneo e inoffensivo. Mentre il successo, che da fuori sembra spensierato e piacevole, da dentro è terribile come tutto il resto, anche se in modo diverso.
E poi, infine, c’è il teatro. Quello spazio e quel tempo in cui tutto quello che generalmente nel mondo dello spettacolo deve essere compresso e semplificato, può trovare spazio. Quel luogo in cui non si va solo avanti, ma si sta anche volentieri fermi o addirittura, si torna indietro a cercare qualcosa di prezioso che abbiamo smarrito. Quella cosa per cui, alla fine, di vivere, ne vale la pena.

Uno spettacolo divertentissimo che non finisce assolutamente con un suicidio
foto di Manuela Giusto

Per assistere allo spettacolo sono necessari super green pass e mascherina ffp2. Prenotazioni: botteghino telefonico regionale TSU 075 57542222, tutti i giorni feriali dalle 16 alle 20.

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