Il “nodino” di Perugia può decollare entro maggio, ma c’è il Ponte di Brooklyn-Torgiano di troppo mentre ancora manca un po’ di serietà

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La battaglia per allungare i tempi già biblici per i nuovi collegamenti stradali decisivi per città e regione si sposta sulle opere complementari. La richiesta del sindaco di Torgiano (costo 15 milioni, bocciata dal Ministero) ancora sul tavolo dimostra che serve un altro netto colpo di timone

di Marco Brunacci

PERUGIA – In 15-20 giorni i carotaggi saranno terminati. Un passaggio importante verso la sospirata realizzazione del progetto del nodino di Perugia, i collegamenti stradale nuovi che sono un primo passo fondamentale per evitare uno strangolamento da traffico per Perugia e per dare un po’ di ossigeno ai flussi di auto e camion che devono percorrere la regione e si trovano ingolfati non appena si intravede la collina sopra Ponte San Giovanni.

L’Anas sta rispettando i tempi, la Regione (con l’assessore Melasecche ma anche la presidente Tesei non ha più remore) tiene la barra a dritta, restano i Comuni che fanno il possibile per allontanare da loro la decisione di stringere sul progetto e di bere questo che considerano un amaro calice. Una cosa perfino comprensibile, ma l’interesse generale deve essere l’unica guida, non le proteste di questo o quel singolo cittadino.
E’ quindi meno comprensibile che ora battaglia dei sindaci si sposti – pur di guadagnare ancora qualche mese, come non ne fossero passati già troppi – sulle cosiddette opere complementari, migliorie locali per rendere più digeribile a tutti i cittadini il decisivo progetto (il nodino è la prima fase di una seconda che è quella del nodo vero e proprio e compreso il tratto Madonna del Piano-Ex Silvestrini-Corciano, che potrà far fronte alle esigenze di Perugia).
Ci sono diverse richieste per una cifra ragionevole, ma ce n’è una che supera la fantasia: il sindaco di Torgiano Liberti ha chiesto di realizzare un ponte dalla località di Ferriera, che costerebbe – secondo calcoli per difetto – non meno di 15 milioni. All’inizio il progetto – già regolarmente bocciato dal Ministero e da tutti i tecnici Anas che lo hanno visto – poteva sembrare una stravaganza a fini di una manovra dilatoria.
Il fatto che il super ponte bocciato dal Ministero sia ancora in campo fa pensare che fare andare avanti nodino e il nodo e tutto quanto serve all’interesse generale di Perugia e dell’Umbria manchi una componente essenziale. Una quantità, anche modica, di serietà. (E magari anche un altro netto colpo di timone da parte della governatrice Tesei).

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