Silvia Alunni, i diciotto anni di Visioninmusica e l’importanza del teatro

LE INTERVISTE DI U7 | La pianista e direttrice artistica dell’associazione capace di programmare eventi di qualità in una città senza strutture

TERNI – Pianista, musicista, direttrice artistica di Visioninmusica. Silvia Alunni parla dell’associazione che ha portato al raggiungimento della maggiore età. Capace di programmare concerti di qualità in una città senza teatro.

Diciotto anni, l’età della ragione e della maturità. Come è cresciuta Visioninmusica in tutto questo tempo?
«È vero… 18 anni è l’età della maturità, ma anche della consapevolezza di aver portato musica di grande qualità in Umbria. Dalla sua nascita, Visioninmusica propone una programmazione culturale che abbraccia diversi ambiti espressivi, attraverso concerti ed eventi che hanno come protagonisti artisti affermati ed acclamati a livello nazionale e internazionale, ma anche valorizzando i migliori spunti creativi provenienti dalle nuove generazioni di artisti. Infatti i nostri cartelloni sono stati sempre all’insegna della qualità, dell’innovazione e del dinamismo, inteso come commistione di generi e d’ispirazioni. Selezionare i progetti artistici è frutto di un’attenta attività di ricerca, analisi e studio che negli anni si è affinata e che ci ha permesso di presentare ogni anno un cartellone di nomi prestigiosi, in grado di disegnare un’offerta musicale tra tradizione e contemporaneità».
L’attenzione ai vari linguaggi musicali, è la stessa di diciott’anni fa?
«È maturata anche quella. Stiamo vivendo un momento di grande fervore artistico e di ricerca di nuovi linguaggi, espresso da interessanti contaminazioni e fusioni di generi. Visioninmusica si impegna per stare al passo con i tempi che cambiano, dando spazio anche a nomi poco noti al grande pubblico ma dal grande talento e carisma».

Come è possibile portare grandi nomi e grandi concerti in una città che non ha un teatro? E cosa è cambiato in termini di offerta, dopo la chiusura del Verdi?
«Una città senza teatro è una città senza anima. Muta. Perdere il Verdi ha significato non solo perdere un luogo simbolo della cultura e un pezzo importante della storia ternana, ma per noi operatori del settore è stata anche una perdita in termini prettamente tecnici: non abbiamo più a disposizione un luogo con una capienza di oltre mille posti, perfetto per ospitare spettacoli di grande richiamo per il pubblico. Questo ci ha fatto rivalutare nuovi spazi presenti in città, come da esempio l’Auditorium Gazzoli e di conseguenza ricalibrare il tiro, indirizzandoci verso artisti meno “popular” ma di grande valore artistico».
E l’Auditorium del Carmine?
«Speriamo che quello spazio venga restituito presto alla città per i concerti live. Purtroppo dal 2016 è inagibile e da allora abbiamo dovuto fare a meno anche di quello».
Da grande, cosa vuole diventare Visioninmusica?
«Visioninmusica vuole guardare avanti verso il futuro. Qualità e innovazione sono diventate le sue priorità. Per questo prosegue ad investire nelle nuove generazioni anche attraverso progetti di didattica musicale innovativi, sia in presenza che in streaming, rivolti agli studenti delle scuole del ciclo primario e secondario del nostro territorio. Visioninmusica intende inoltre consolidare ed ampliare la propria struttura nell’ottica imprenditoriale che ha già intrapreso, rivolta all’ambito del turismo culturale, leva per lo sviluppo del territorio. Proseguirà la sua partecipazione a network nazionali ed internazionali del settore musicale al fine di costruire reti in grado di ottimizzare l’offerta culturale. È nostra intenzione proseguire l’investimento su produzioni originali e in grado di raggiungere fasce di pubblico trasversali. Il tutto, ponendo la massima attenzione al tema della sostenibilità e degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, per la quale abbiamo iniziato un processo di graduale ottimizzazione interna».
I nuovi progetti?
«Non posso ancora sbilanciarmi ma è sicuro che il cartellone estivo di Visioninmusica si articolerà con equilibrio tra contemporaneità e tradizione, spaziando per generi musicali altamente appetibili con grandi artisti di respiro internazionale».

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