«Il project financing del nuovo ospedale di Terni è irrealizzabile e vi spiego perché»

Parla il consigliere comunale Emanuele Fiorini

di Luca Ceccotti

TERNI – Si fa strada ormai da mesi l’eventualità di progettare e costruire il nuovo ospedale di Terni attraverso il metodo del project financing. Recentemente, l’assessore ai lavori pubblici Benedetta Salvati ha illustrato in consiglio comunale il piano in questione mediante il Dup (Documento unico di programmazione). Ha fatto seguito anche la presidente di Regione, Donatella Tesei, assicurando il vaglio del project financing per il nuovo ospedale e infine ne ha discusso con ottimismo pure l’assessore regionale Enrico Melasecche.

Al netto delle buone intenzioni poste in essere, comunque, secondo il consigliere comunale Emanuele Fiorini tale progetto non vedrà mai la luce, considerato dallo stesso “del tutto irrealizzabile”. Per spiegare la sua posizione ha descritto i dubbi essenziali che circondano il project financing per la nuova struttura sanitaria, spiegando: «Prima di tutto, il project financing determina per le aziende sanitarie costi di gestione che, in alcuni casi, sono superiori rispetto alla vecchia gestione interna o rispetto al precedente sistema dell’appalto, del 30,40,50% e per la durata di decenni. Sulla incompatibilità del project financing nella costruzione di ospedali pubblici si è duramente espressa la Corte dei Conti sia dell’Emilia Romagna, con deliberazione n°5 del 2012, sia del Veneto, con delibera n° 196 del 2018, evidenziando come in questo caso non si generino flussi di entrate che possano sostenere correttamente il finanziamento del progetto, conseguenza di ciò è la definizione di accordi che scaricano sul pubblico i rischi di impresa. Il project financing diventa così per il privato una fonte di rendita garantita e per il pubblico una fonte di aumento di costi e del debito pubblico».

Ha poi continuato Fiorini: «L’ospedale di Terni rappresenta da solo circa il 25% dell’intera offerta di posti letto del sistema sanitario regionale umbro, motivo per cui la giunta regionale rappresenterebbe il soggetto più titolato per assumere la decisione di accogliere o respingere la proposta. La Giunta regionale, invece, ha ritenuto di non occuparsi della proposta incaricando di ciò l’azienda ospedaliera come soggetto interessato. Sembra che l’impresa abbia formulato la proposta ex novo lasciando la Regione completamente estranea alla vicenda. Qui nasce in un primo momento il sospetto che ci si trovi di fronte ad un’operazione tutta di immagine e priva di sostanza».

Il consigliere espone infine ulteriori criticità: «La domanda a cui questi amministratori pubblici dovrebbero fornire risposta è se un’azienda ospedaliera possa caricare un debito sui propri futuri bilanci per 20 anni e non per 30, perché la legge regionale prevede forme di indebitamento per un massimo di 20 anni. Quando qualcuno parla di 30 anni o sa di mentire o non conosce le norme regionali. Non possono neanche ignorare cosa prevede la legge nazionale n° 350/2003 Art. 3, che stabilisce il principio generale secondo cui il ricorso all’indebitamento è consentito solo per spese di investimento. Tale legge sottolinea poi che spetta alla Regione disciplinare la procedura con riguardo alle aziende sanitarie locali e ospedaliere».

Fiorini sottolinea come le entrate proprie dell’ospedale di Terni, utili per calcolare l’indebitamento, siano di circa 8 milioni di euro, dei quali si può utilizzare solo il 15% (dunque circa 1,2 milioni annui), quando per pagare il project financing servirebbero circa 12 milioni all’anno. Il tetto d’indebitamento disterebbe dunque molto dai fabbisogni prevedibili per il progetto. E conclude: «È vero, come già detto, che un privato può presentare un project financing, ma è anche vero che l’art. 183 comma 15 del codice degli appalti prevede che la stazione appaltante deve valutare la fattibilità della proposta entro il termine perentorio di 90 giorni. Qui è passato circa un anno e ci si sta ancora bloccando tra incertezze. Forse non sanno come dire ai ternani addio al nuovo ospedale?».

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