Ex-foresteria di Terni: continua la lotta contro il degrado

I consiglieri leghisti discutono del valore architettonico, verde e sostenibile del luogo

di Luca Ceccotti

TERNI – È ancora lunga la battaglia per sconfiggere il degrado attorno la zona dell’ex-foresteria Bosco di Terni. Più e più volte si è discusso di riqualificazione del centro architettonico e anche del verde circostante, nonostante l’attuale condizione della zona non sia per nulla ottimale. Ne ha anzi parlato in un recente intervento in Comune Federico Brizi, consigliere della Lega, in appoggio al collega Paolo Cicchini.

«Ha ragione l’amico e collega di consiglio comunale Cicchini – scrive Federico Brizi della Lega – a dire che ci troviamo di fronte a una perla sia dal punto di vista architettonico che di verde, in pieno centro cittadino. Una proprietà comunale che non versa in condizioni ottimali. Il tema dei bivacchi è grave e spesso impedisce l’utilizzo da parte delle famiglie e dei cittadini che sono costretti a girare alla larga. E’ una situazione, quella dei bivacchi, che mette a rischio la sicurezza, in quanto non di rado accompagnata da un uso notevole di alcolici e di altre sostanze alteranti».

«Nei mesi scorsi, insieme alla consigliera Valeria D’Acunzo, avevamo segnalato il tema degli assembramenti non confacenti a uno spazio verde pubblico, il problema dell’illuminazione del  parco e della manutenzione del verde pubblico – ha continuato Brizi -. Un bene comunale meriterebbe maggiore attenzione, anche per quanto riguarda l’edificio che versa in condizioni di semi abbandono. Anche per questo servono interventi decisivi, anche nell’ottica di realizzare quel museo dei costumi di scena di Nera Marmora che da più parti viene richiesto e che consentirebbe di valorizzare un patrimonio della storia della lirica e di far conoscere a tutti noi Ternani la nostra storia».

«Mi auguro che l’Amministrazione Comunale intervenga quanto prima – conclude il consigliere -, con soluzioni definitive. Il decoro, la vibilità, l’attrattività della città passano non solo attraverso i grandi progetti del Pnrr ma anche, soprattutto, attraverso un recupero degli spazi urbani, ad iniziare da quelli di pregio».

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