I sindaci bocciano a larga maggioranza il bilancio della Provincia, è già finito il magic moment della Proietti?

SPOTLIGHT di Marco Brunacci | Il 61% dei primi cittadini del Perugino ha detto no al documento, sul quale adesso si addensano fosche nubi. E anche il Pd non sembra più conquistato dal fascino di quella che era, fino a oggi, la golden girl della politica umbra, candidata in pectore per la Regione

di Marco Brunacci

Ecco uno di quel tipo di incidenti di percorso che va al di là dell’impatto immediato. Che succede? Il 61% dei sindaci della Provincia di Perugia ha votato contro il bilancio dell’Ente guidato dalla presidente Proietti (il sol dell’avvenire, fino a oggi, per riconquistare al centrosinistra la presidenza della giunta regionale). 

Un bilancio intorno al quale adesso si addensano fosche nubi, perchè il documento che ha spiegato la dura presa di posizione mette non solo insieme tutti i sindaci di centrodestra (e non è una notizia di poco conto in questo momento) ma anche altre sensibilità politiche: civici, socialisti, cattolici riformisti.

Il parere dell’assemblea dei sindaci è obbligatorio ma non vincolante, ma suona proprio come dice il documento sottoscritto dalla maggioranza:  “Una pesante bocciatura alle velleità della presidente Proietti che ha visto il voto favorevole solo da parte di 26 primi cittadini, in rappresentanza del 38,63% della popolazione della Provincia di Perugia.”

Va aggiunto che una parte del dibattito sul bilancio è molto tecnico (la difficoltà di definire gli oneri spettanti alla Provincia da parte della Regione), ma si tratta di una situazione che risale a norme entrate in vigore nel 2016 e alla quale per altro la giunta Tesei sta cercando di porre rimedio.

Per certo però la luna di miele della Proietti, sindaco di Assisi, con larga parte dei sindaci che l’ente Provincia, da lei guidata, rappresenta, è finita. Il tocco magico non c’è più. 

La bocciatura è un atto di sfiducia importante, dopo un dibattito sui contenuti del bilancio, che hanno lasciato molto fredda anche una parte del centrosinistra, tanto da far chiedere ai sindaci firmatari del documento del 61% se anche il Pd abbia già “abbandonato” – dicono – quella che sembrava la nuova golden girl della politica umbra. E magari stavolta non ci sono andati neanche lontani.

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