Terni, Acea è pronta e Asm chiede di far presto

Pronta una lettera di sollecito al consiglio comunale: i tempi della politica non si sposano con quelli dell’azienda

L.P.

TERNI – C’è già chi la chiama lettera di diffida, chi più gentilmente di sollecitazione, la sostanza è che Asm è pronta a scrivere al consiglio comunale di Terni.

Cari consiglieri, approfondite pure ma Asm ha bisogno quanto prima di questa operazione di patrimonializzazione. Asm ha bisogno, in estrema sintesi, di Acea, l’unica che ha risposto alla procedura pubblica in corso per la ricerca di un partner industriale.
L’operazione porterà Acea al 49 per cento del capitale di Asm e libererà liquidità per la multiutility ternana. Nell’immediato 2 milioni e mezzo fino ad arrivare ad oltre 14. Per un complicato gioco di presenze societarie – che riguarda aziende e strutture che si occupano di trattamento di rifiuti – il patrimonio di Asm si rafforzerà e l’attuale montagna debitoria, 85 milioni di euro, sarà meno sovrastante.
Ossigeno immediato dunque per Asm agli sportelli bancari, prospettive industriali rilevanti perché Asm con Acea entra a piene mani nel business del trattamento dei rifiuti, un mercato di grandi prospettive ma che richiede impianti e investimenti.
Ecco perché Asm dice di fare presto a un consiglio comunale che al momento non riesce ad andare oltre ai preliminari.
Da giorni il dibattito politico è fermo alle modalità: luce spenta o accesa, seduta pubblica o segreta?
Da giorni il confronto politico è se l’aula, ad iniziare dalla terza commissione consigliare, dovrà avere o meno le porte chiuse.

La segreteria del Comune di Terni nelle scorse settimane, quando ha trasmesso ai consiglieri comunali le mille pagine del dossier aumento di capitale, ha invitato tutti alla riservatezza perché Acea è una società quotata in borsa.
Due giorni fa show di Alessandro Gentiletti, Senso Civico, che in commissione chiedeva a tutti i costi un parere scritto del segretario generale sulla vicenda riservatezza e sul grado di riservatezza. Il gruppo della Lega in tilt, che prima ha votato insieme a Gentiletti eppoi ha rettificato il voto, con il presidente della commissione, Federico Brizi, anche lui della Lega, rimasto basito.
Intanto trapelano particolari dalle mille pagine del dossier. Molta della ciccia, come spesso accade in queste operazioni, è nei patti parasociali. Chiarissimi su un punto. Acea si fermerà al 49 per cento delle quote societarie ma il controllo del Cda passa ad Acea.
Come dire, vi salviamo, vi portiamo nella partita del trattamento rifiuti, ma il giocattolo passa di mano.
D’altronde, finora, i risultati erano stati quelli che hanno portato alla ricerca- senza perdere tempo- di un soccorso dall’esterno.

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