Terni, Acea in Asm e tra M5s e Pd è un “campo di patate”

Botta e risposta tra le due forze politiche

A.P.

TERNI – Tra Pd e Movimento Cinque Stelle più che un campo largo un campo di patate. E Luca Simonetti che, oltre ad essere il leader dei Cinque Stelle ternani, fa l’agricoltore ride: «In effetti le patate sono state cacciate ma non posso dire nulla, il gruppo consigliare ha fatto un comunicato, è quella la posizione ufficiale del Movimento».

Il comunicato non ride: «Ad oggi non esiste alcun presupposto per un’alleanza alle prossime elezioni amministrative con forze politiche che hanno avallato in consiglio comunale la privatizzazione di Asm, consegnando la gestione dei rifiuti e il servizio idrico nel totale controllo privato». Righe che hanno mandato in fibrillazione il Pd. Nella chat di partito messaggi contro la sortita grillina ma anche grande preoccupazione. I dati delle politiche dicono che a Terni si può provare a mandare a casa il centrodestra (23 mila voti) solo se Pd e Cinque Stelle stanno insieme (21 mila). I Cinque Stelle non hanno digerito l’astensione del Pd sulla delibera del consiglio comunale che da’ il via libera alla ricapitalizzazione di Asm con l’ingresso di Acea fino al 49%. Il Pd inizialmente non ha risparmiato critiche alla operazione ma in dirittura di arrivo le critiche si sono raffreddate. Decisivi gli inviti dei sindacati a fare presto e il quadro economico di una società che al momento ha debiti per 100 milioni di euro. Nel Pd ha pesato anche una riunione interna che ha visto la partecipazione di esperti del settore.

Il Pd si è dunque astenuto incassando dalla maggioranza ormai a trazione Fdi l’approvazione di un documento che chiede che la nuova Asm tenga conto delle piccole e medie imprese locali. Cinque Stelle invece duri e puri. Anzi hanno ritirato fuori tutte le loro critiche alla gestione delle municipalizzate, non solo in epoca destra ma anche sinistra: «In vent’anni tutto il patrimonio pubblico costruito con i sacrifici delle generazioni del secolo scorso è stato sottratto dalle mani dei ternani e dal controllo democratico. Partendo dalla costruzione di tre inceneritori nelle giunte Ciaurro e Raffaelli, passando alla privatizzazione dell’acqua e il servizio idrico integrato. Un’operazione che ha moltiplicato esponenzialmente i costi per famiglie e imprese, nonché le perdite nella rete acquedottistica. Si è giunti poi nel 2014 alla privatizzazione del servizio di gestione dei rifiuti, optando per la gara con soci privati piuttosto che all’affidamento in house alla municipalizzata ternana. Fino alla svendita del trasporto pubblico, la chiusura delle mense scolastiche, la pubblica illuminazione e le reti del gas. Oggi la conclusiva privatizzazione dell’Asm. Ma che cosa ha prodotto questo processo? Risparmi, efficienza, migliore qualità dei servizi? Tutt’altro. Ha prodotto un dissesto, una delle aree ambientali più inquinate d’Italia, assunzioni libere dai vincoli previsti dalle leggi in materia di società pubbliche, minore efficienza nella gestione delle risorse ambientali e un peggioramento verticale della qualità dei servizi».

In sostanza, senza entrare nel merito delle posizioni, il campo è stretto e pieno di buche su una materia, come quella delle municipalizzate, fondamentale nella amministrazione comunale. Per riportare armonia tra Pd e Cinque Stelle le patate, nei prossimi mesi, occorrerà sbucciarle una ad una.

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