Sanità&rimpasto/Coletto Roma or not?, Bizzarri e Bartolini nel mirino, Agabiti assente, Melasecche tanto presente, Squarta e il vinavil

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | A margine del grande happening anni Settanta della conferenza stampa sulla rivoluzione sanitaria umbra parte seconda, luci (ma più ombre) sui futuri equilibri politici e sulla giunta regionale che verrà

di Marco Brunacci

PERUGIA – Chi c’era, chi non c’era. E chi c’era, perché c’era. La conferenza evento sulla rivoluzione sanità atto secondo, non sarà solo ricordata per la lunghezza degna di un happening anni Settanta, che ci mancavano solo le tende per passarci la notte e Demis Roussos a cantare “L’isola di Wight”. Ma anche per gli interrogativi politici lasciati aperti, le possibili luci e le tante ombre sul futuro, rimpasto ot not rimpasto, sottosegretari or not, cambiamenti or not. E allora:

CHI C’ERA
1.Luca Coletto protagonista quasi assoluto, stavolta anche più della presidente Tesei. E ci mancherebbe, era cosa sua. Ha spiegato col consueto puntiglio. Ma che ne è stato del vero grande interrogativo: resta a fare l’assessore in Umbria o scioglie le vele verso una poltrona da sottosegretario a Roma? 
Visto l’impegno col quale si è prodigato a dire che resta in Umbria in tutti i microfoni nel raggio di decine di metri, vuol dire che ha ancora probabilità di far parte del Governo nazionale o di avere qualche altro incarico romano. Quante probabilità? E chi può saperlo in questa vorticosa giostra della politica degli ultimi anni.
2.Massimo D’Angelo, il direttore generale della sanità dal quale tanto ci si aspetta, era collegato da remoto. Esce dalla conferenza con una certezza in più: non potrà affidare l’incarico di migliorare la sanità umbra a chi doveva far funzionare audio e video suo.
3.Bizzarri e Bartolini, i responsabili di struttura chiamati rispettivamente a tagliare le liste d’attesa e le spese farmaceutiche, hanno avuto un posto d’onore. Brutto segnale. Quando è così vuol dire che sono già nel mirino: se non raggiungono gli obiettivi li lanciano come droni kamikaze contro le postazioni dell’oppositore Bori, il quale già fa i conti dei vantaggi elettorali che potrà trarre dal loro (mero ed eventuale) fallimento?
4.Marco Squarta, presidente dell’assemblea legislativa. Come mai è stato lì e anche per parecchio tempo? Nel rimpasto di giunta regionale prossimo venturo, ammesso che si farà mai, lui ha già detto che Fratelli d’Italia non intende prendersi la sanità, perchè è stato tutto deciso da altri, a partire dai direttori generali. Lo avranno incollato col vinavil alla sedia per fargli cambiare idea? Si fa ancora in tempo?
5.Eleonora Pace, consigliera regionale di Fdi, presidente di commissione sanità. Nel rimpasto era data per sicuro assessore, soprattutto ramo sanità, prima che quella vecchia volpe di Zaffini non “suggerisse”, a chi rivestiva ruoli di consigliere, di dimettersi prima di assumere incarichi di governo. La signora Pace è giovane – l’età non si dice – e si capisce: ragionevolmente voi rinuncereste a un posto stabile da consigliere per uno, instabile, molto temporaneo e pieno di insidie, da assessore?

CHI NON C’ERA
1.Paola Agabiti Urbani, da tutti indicata come il possibile neo assessore alla sanità nel caso di rimpasto. Era in sala, è rimasta per qualche minuto prima che iniziasse la conferenza e poi se n’è fragorosamente andata, dopo aver salutato la presidente Tesei. No, non chiedeteci il modo in cui ha salutato la presidente. Niente di particolare, ma soprattutto niente che facesse sospettare di screzi recenti tra le due amiche, proprio perché Tesei la vorrebbe alla sanità e lei è tanto contenta di restare dove sta.

CHI C’ERA E PERCHÈ C’ERA
1.Enrico Melasecche. Il vulcanico Enrico che passa da un successo ferroviario a uno stradale, che ha appena chiuso con la Toscana l’accordo per la stazione nella Media Etruria, ha passato un tempo per lui infinito ad ascoltare altri parlare.
Hai voglia a dire che è lì per far presente che il suo lavoro è stato fondamentale per ottenere il finanziamento in favore del nuovo ospedale di Terni. O per rimarcare che ha messo davanti alle sue responsabilità, al di là della chiacchiere, Bandecchi, contribuendo a inserire nella programmazione regionale lo stadio-clinica sempre a Terni.
C’è chi vedendolo, quarto d’ora dopo quarto d’ora, immoto sulla sedia, come fosse un qualunque soldato di Cromwell, quelli che hanno fatto la storia per combattere da leoni dopo aver ascoltato interminabili sermoni, ha pensato che l’indomito leone stesse invecchiando. 
Altri hanno rifiutato sdegnati questa idea fino a spingersi oltre ogni limite e immaginare che l’Intramontabile stesse pensando di passare a Fratelli d’Italia (risolvendo in un colpo solo il problema del rimpasto alla presidente Tesei). Niente di tutto questo, resta solo il mistero.

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