Un pomeriggio da Grande Terni

180 mila abitanti, 18 comuni insieme. Nelle Marche l’hanno fatto. All’iniziativa dell’Azione Cattolica il sindaco di Pesaro Matteo Ricci ha raccontato le visioni che diventano realtà

Sebastiano Pasero

TERNI – Si può sognare ad occhi spalancati e ad occhi altrettanto aperti si può fare. La Grande Terni, 180 mila abitanti, 18 comuni insieme, è una visione. A Pesaro, con i comuni limitrofi, hanno messo insieme servizi, attività e persino campanili. Nel pomeriggio di venerdì al Gazzoli Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro che buca lo schermo, è ospite dell’Azione Cattolica di Terni e racconta il modello Bassa Vallata del Foglia, una decina di comuni per oltre 100 mila abitanti che fanno cose insieme, che hanno uffici insieme, che progettano ed erogano servizi insieme. Utilizzando i benefici di una economia di scala e gli incentivi del legislatore nazionale e regionale.

Ricci lo racconta mixando le battute inizialmente scettiche, rigorosamente in dialetto, dei suoi concittadini e i risultati ottenuti nei servizi sanitari, in quelli sociali, nei trasporti. Ma a Terni, da Stroncone sino ad Amelia, passando per Narni, si può fare? Secondo l’Azione Cattolica che a Terni è guidata dai professori – organizzatori del convegno i docenti universitari Luca Diotallevi e Giuseppe Croce – sì. Croce lo ha detto chiaramente: «La grande Terni è possibile, sarebbe anche un modo per riequilibrare i rapporti di dimensione regionale che vedono Terni subalterna».

Diotallevi a margine dell’iniziativa: «Nel Manifesto dei 51 vengono riportate le possibili tappe per una unione che avrebbe evidenti vantaggi pratici per tutti i cittadini. Una unione che darebbe a Terni una centralità nel contesto non solo regionale. Il compito dell’Azione Cattolica è proporre e condividere.
Poi spetta alla politica mettere a terra. Registriamo su Terni, indipendentemente dal colore politico, una forte insensibilità». L’unione fa la forza, ha ripetuto più volte Ricci. E forza occorre ai comuni che sono in prima linea con i cittadini e che a breve saranno chiamati a nuovi stress di tenuta, come quelli dettati dalla crisi energetica. Ma quanta Terni è disposta a valicare i confini? A ragionare alla Grande Terni, confrontandosi con piccole paure interne e con i piccoli comuni limitrofi? Nella sala del Gazzoli, oltre alla simpatia del vescovo Soddu, quell’associonismo civico che di questi temi ne fa proposta politica, come Marco Sciarrini di Cittadini Liberi e le associazioni di categoria con il presidente di Confartigianato Mauro Franceschini, il segretario di Terni della CISL Riccardo Marcelli.
In sala- ma non è intervenuto- anche l’assessore regionale Enrico Melasecche.

Silente anche la delegazione del PD (il segretario Spinelli, Gianluca Rossi, Paolo Raffaelli).
Scatenato invece l’ex sindaco di Narni De Rebotti che si sa da tempo nel PD è un battitore libero: «Domani ci alziamo ed è tutto fatto». In effetti ci sono sogni che non muoiono all’alba.

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