«È stata la notte di Lalloween». Il sindaco Latini si autoasfalta chiedendo di votare al congresso della Lega di Terni e perdendo col botto. Ora si aprono scenari

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’ANALISI. Quello che doveva essere un summit scontato è diventato una prova di forza, con un risultato che non consente repliche. Il segretario regionale Caparvi vince netto, dopo aver vinto di misura Perugia. Ora sta a lui dettare la linea del rilancio. E indicare agli alleati il candidato sindaco a Terni

di marco brunacci

PERUGIA – Un brillante osservatore non neutrale ci scherza su: «È stata la notte di Lalloween». Battute a parte, quello che doveva essere un congressino dal risultato scontato e quindi senza sequel è diventato un harakiri cruento, per certi versi perfino coraggioso non fosse incomprensibile, del simpatico sindaco di Terni, Lallo Latini.

Tutti sapevano che la componente Caparvi-Alessandrini aveva la maggioranza del congresso ternano della Lega. Bastava chiedere a un sampietrino di corso Tacito.
Eppure al momento del voto, il sindaco non ci ha pensato un momento: ha chiesto di contarsi. Io contro te. Il suo candidato alla segreteria già non aveva un cognome beneaugurante (Pocaforza, nome Francesco), ma soprattutto si sapeva che non aveva i consensi. Come è finita? il candidato avversario, Devid (sì, Devid con la e) Maggiora, ha vinto 18 a 8, con 2 schede bianche. Il sindaco è un raro caso – da studiare – di leader che si auto-asfalta.
Una spiegazione? Non aiuta neanche la psicoanalisi. Proviamo lo stesso: voleva dimostrare che la Lega dell’Umbria in realtà non è unanime ma divisa, non è tetragona né ai colpi di ventura nè a quelli che gli infliggono gli sventurati. E quale partito ne è immune?
Ma forse il sindaco intendeva prendere esempio dal congresso della Lega di Perugia, appena celebrato, ma è evidente che non ha avuto tempo di studiare il dossier.
A Perugia la Lega non ha mai avuto un consenso così importante come a Terni, ma adesso meno che mai. A Perugia il congresso è finito 15 a 11, con recriminazioni varie e richieste di andare a vedere il Var. Quindi qualcuno aveva fatto i conti e pensava ragionevolmente di avere l’occasione per ribaltare i pronostici. La Lega, infine, a Perugia, non deve indicare col segretario eletto, nei prossimi quattro mesi, il candidato a sindaco della città agli alleati del centrodestra. E qui sta il punto vero.
Partiamo col sondaggio: chi di voi pensa che il segretario di maggioranza della Lega (Devid con la e) possa indicare il capo della sua minoranza interna (che si è dimostrata essere poca cosa ma puntigliosa e aggressiva, e, alla fine sciagurata, tanto da volersi contare) come prossimo sindaco della città?
Dopo il sindaco che si auto asfalta, il segretario che si autoflagella?
Tutto possibile, per carità. Ma dopo qui arriva arriva il dottor Freud e si porta anche Jung e Habermas, munito di tutto l’armamentario di Ideologia e Utopia.
Cambiamo scenario? Il sindaco viene confermato dagli alleati. Magari si presta alla bisogna l’ottimo assessore Masselli, forte del fatto che Fratelli d’Italia è in luna di miele col Paese, che sta scoprendo all’improvviso di avere una Destra nazionale (una prece per il povero, dimenticato Quintino Sella)? Mah, tutto è possibile, però sembrerebbe piuttosto di stare al fantacalcio.
Allora, siamo al finale. Riassumendo: la componente Caparvi-Alessandrini ha vinto nettamente il congresso della Lega di Terni. Ha scoperto di avere una opposizione interna? Figuratevi che sorpresa: non c’è partito senza ala critica. Dobbiamo poi elencare le diverse strade in casa Lega nazionale, anche senza scomodare Maroni o mettere in mezzo Giorgetti?
Di più: Caparvi ha vinto anche Perugia. E ora ha il dovere di dare una linea alla Lega, coerente, netta, riconoscibile, forte. Capace di recuperare consensi elettorali e non condannarsi alla irrilevanza. Il primo atto: decidere il candidato sindaco di Terni. Buon lavoro, segretario.

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