R.P.
PERUGIA – Turismo e letteratura, un connubio che permette di riscoprire luoghi attraverso le opere di poeti e scrittori, visitandone visitarne le case – spesso divenute musei – o ammirare i paesaggi da loro descritti. Un fenomeno che anche in Italia trova favore. Basti pensare, ad esempio, a Recanati, meta turistica in quanto città natale di Giacomo Leopardi o alla Sicilia, attrattiva anche grazie ai romanzi di Camilleri o alla Napoli di Elena Ferrante.
Anche nel resto del mondo vengono sempre più valorizzati i luoghi frequentati dagli scrittori: dai caffè letterari ai cimiteri che ne accolgono le tombe, dalle strade nelle quali passeggiavano agli edifici in cui hanno vissuto, soggiornato o pronunciato importanti discorsi. Per studiare il fenomeno e creare un punto di riferimento per coloro che di questo tema si occupano in Italia e in Europa, è stato creato dall’Università per stranieri di Perugia il centro di ricerca sul Turismo letterario che rappresenta una novità assoluta nel panorama europeo e internazionale.
Il centro Tule sarà presentato pubblicamente il 4 novembre prossimo, nell’ambito di un convegno internazionale dedicato appunto al Turismo letterario che vedrà coinvolti i membri del Comitato scientifico del centro, provenienti da università italiane, portoghesi, spagnole, francesi, svizzere, tedesche e russe. Nel corso dell’evento si parlerà di molti casi che hanno creato “precedenti” virtuosi in questo senso, come i musei letterari portoghesi, gli itinerari legati ai luoghi di Proust, quelli della Napoli di Eduardo De Filippo e di Anna Maria Ortese, quelli di Castelvecchio Barga divenuto Castelvecchio Pascoli, i musei manzoniani e i luoghi letterari della Svizzera italiana.
Il convegno, preceduto il tre novembre da un seminario dedicato ai possibili approcci multidisciplinari sul tema (con italianisti, geografi, museologi, semiologi, ingegneri, informatici), sarà aperto dai saluti del rettore Valerio De Cesaris, del presidente dei Parchi letterari Stanislao De Marsanich, e dal vicepresidente del centro che nell’ambito della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, che si occupa di ricerca, innovazione e alta formazione (Uniser), Ezio Menchi.
«La nascita del centro Tule – commenta De Cesaris – rappresenta per il nostro ateneo l’opportunità di svolgere ricerche innovative in un campo ancora poco frequentato dagli studi accademici, con una prospettiva di apertura internazionale, che appartiene alla storia e alla missione dell’Università per stranieri di Perugia».
«Il centro Tule – le parole di Giovanni Capecchi, docente di Letteratura italiana alla Stranieri e direttore del centro – vuole essere un luogo di studio e ricerca ma intende anche fungere da raccordo tra mondo universitario e realtà economiche e imprenditoriali che operano in ambito turistico; il turismo letterario richiede un’attività di ricerca svolta attraverso diverse prospettive disciplinari, ma ha poi
la necessità di rapportarsi con gli enti pubblici e con gli operatori economici per poter passare dalla fase dello studio alla fase operativa e divenire qualcosa di fruibile».
«È un’idea nuova e importante – aggiunge Menchi – che va ad inserirsi nell’ambito di forme di viaggio sempre più ricercate: cioè l’itinerario culturale, legato alle emozioni, dedicato a visitare luoghi e paesaggi meno conosciuti. Per questo Uniser ha deciso di condividere la nascita del Centro e di sostenerne le attività, iniziando con il cofinanziamento di una borsa di ricerca che permetterà ad un giovane studioso o a una giovane studiosa di lavorare per diciotto mesi su questo tema».


