Caravaggio superstar, la mostra “Dramma e passione” va già a duemila

Numeri record nel primo fine settimana. I segreti dell’esposizione secondo lo storico dell’arte Carofano

di Aurora Provantini

TERNI – Già duemila visitatori: 1.464 solo nel primo fine settimana. La mostra “Dramma e passione – da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi” aperta il 27 ottobre nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, si conferma evento culturale di straordinaria attrazione. Una mostra incentrata su un’opera mai esposta di Artemisia Gentileschi, “Giuditta con la testa di Oloferne” e su due opere di Caravaggio difficilmente visibili al pubblico, la “Maddalena addolorata” e “La crocifissione di sant’Andrea”.

«Quando Caravaggio giunge a Napoli nel novembre 1606 – spiega lo storico dell’arte Pierluigi Carofano – ha necessità di appoggiarsi ad una bottega di artisti già avviata e vede in quella di Louis Finson e Abrahm Vinck una buona opportunità di lavoro anche per l’attività di artisti-mercanti svolta dai due maestri fiamminghi. E’ all’interno di questo ambiente che probabilmente Caravaggio dipinge la Crocifissione di sant’Andrea, ed è in questo contesto che avrà elaborato l’idea di eseguire una replica autografa con varianti significative a livello iconografico». Secondo le recenti ipotesi sarebbero infatti due le versioni della “Crocifissione di sant’Andrea” dipinte da Caravaggio: quella esposta a Palazzo Montani Leoni il cui primissimo proprietario fu il pittore Luis Finson e quella portata in Spagna dal conte di Benavente al termine del suo vice regno napoletano (1610), oggi conservata al museo di Cleveland.
Carofano colloca il dipinto universalmente conosciuto come versione “Beck – Vega” nella settima sala del percorso espositivo, accanto all’olio su tela di Orazio Lomi Gentileschi “Giuditta esibisce il capo reciso di Oloferne”.
«Questo dipinto raffigura la Crocifissione di sant’Andrea apostolo, accusato della conversione al cristianesimo della moglie di Aegeas, proconsole di Patrasso. Il Santo è colto nell’attimo in cui spira e la sua figura, fulcro del dipinto, è descritta minutamente. Particolarmente ben rappresentata – evidenzia Carofano – è l’anatomia delle vene che rende viva la sofferenza. Gli occhi semichiusi, una lacrima sulla guancia destra incorniciati da una luce abbagliante testimoniano l’incontro con il divino prima dell’ultimo respiro. Si potrebbe leggere in questa raffigurazione la conversione spirituale di Caravaggio che, a partire dalla Resurrezione di Lazzaro di Messina, compie un percorso di redenzione interiore che traspare nelle sue tele, quasi velate da un’aura mistica».
“Dramma e passione” – uno straordinario viaggio nella pittura del Seicento – offre al visitatore la possibilità di ammirare trentatrè dipinti di maestri sommi come Caravaggio, Bartolomeo Manfredi, Orazio e Artemisia Gentileschi, Mattia Preti, Guido Reni, provenienti da tutta Italia e dal Regno Unito, alcune delle quali sconosciute al grande pubblico, concesse in prestito da primari musei italiani, da fondazioni bancarie, da enti locali e da privati.

La mostra – a ingresso libero – resta aperta, nei locali di palazzo Montani Leoni in corso Tacito 49 nei giorni martedì e mercoledì dalle 15,30 alle 19,30. Il giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 19,30.

Tutti in fila anche nel pomeriggio di martedì primo novembre

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