di Francesco Petrelli
TERNI- Il 7 novembre è la giornata decisiva per Stefano Bandecchi, partita compromessa o no, resta il nodo che in maniera più esemplificativa le parti si potevano presentare con meno dubbi e più sicurezze. L’autorizzazione del progetto stadio-clinica non doveva puntare solamente sulla nuova legge-stadi e non sull’accreditamento al 100% verso il privato. In Umbria la gestione delle cliniche private non riguarda Terni e non vogliamo entrare nel merito di chi le gestisce.
La convezione non può essere concessa direttamente all’autorizzazione nonostante la legge stadi dica diversamente, non agli affidamenti diretti ma una partnership tra pubblico e privato è sempre possibile rispettando le regole delle gare di appalto. Tanto “fumus” ma onestamente consultare un super esperto da parte della Direzione regionale della Sanità è un completo autogol. Nonostante l’autorevolezza dell’ex ministro Renato Balduzzi, un super manager come Coletto, che ahimè non lascerà grandi ricordi come assessore regionale alla salute poteva essere gestita in maniera completamente diversa. La Conferenza dei servizi del 3 novembre sarà decisiva e più che il peso politico sarà decisivo l’approfondimento sull’istituo pubblico-privato sulle attività sanitarie.
Non vorrei che nell’appeal del progetto siano arrivati interessi superiori mancando di rispetto a chi vuole investire in una città sempre perugiocentrica. Il risultato è ancora in bilico come la futura ricandidatura della Tesei, l’approvazione del progetto per una città che consente più della metà del Pil regionale dovrebbe far riflettere e rinunciare alla capacità economica del Presidente di Unicusano creerebbe un effetto a cascata.


