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PERUGIA – «Per me la pasta è un attivatore naturale di buonumore». Parola di Paolo Trippini, chef del ristorante Trippini di Civitella del lago, un’oasi tra Todi e Orvieto, veduta sul Corbara e voglia di stare bene, tra tradizione e cucina innovativa.
Lo chef, 43 anni e “figlio d’arte” – col Trippini di famiglia che ha quasi 60 anni – tra i più interessanti dell’attuale panorama culinario, membro dell’Associazione Jeunes Restaurateurs d’Italia, conferma così i risultati a cui giunge il “Behavior & Brain Lab” che la Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm ha realizzato per i pastai italiani di Unione Italiana Food: il primo studio che indaga la sfera della memoria, emotivo-gratificatoria nel cervello quando si assapora il proprio piatto di pasta preferito. E secondo lo studio – condotto con metodologie neuroscientifiche e del brain tracking simili a quelli della macchina della verità – mangiare un piatto di pasta provoca uno stato emotivo-cognitivo positivo con dei risultati uguali, se non addirittura superiori, rispetto a quelli registrati con musica e sport; l’esperienza emotiva vissuta durante la degustazione della pasta preferita è pari a quella generata dalla rievocazione di ricordi felici, in particolare quelli legati alla famiglia. In pratica si parla di «effetto smile» della pasta.
E Paolo Trippini – suo anche il ristorante a Roma Il Bosco, situato in una suggestiva location al terzo piano della più grande sede Eataly al mondo – non ha dubbi sugli effetti benefici della pasta: «Basti pensare – spiega a Umbria7 – ai ricordi che innesca, spesso tutti legati al senso di convivialità, di famiglia, di amicizia e che inevitabilmente fanno spuntare un sorriso sui nostri volti. Nei miei menù ha sempre un ruolo importante, abbinata a condimenti realizzati con vegetali del mio orto o con prodotti a filiera corta del territorio umbro. Pasta è sinonimo di piacere… e quindi di felicità!».

La foto della pasta in copertina è Immagine di timolina su Freepik


