A.P.
TERNI – Fame chimica. La città ha fame di chimica. E non solo Terni. «L’Umbria non può vivere di solo vino, olio e turismo. Il tessuto produttivo industriale è fondamentale per avere un futuro» – ha detto ad un certo punto Doriana Gramaccioni, segreteria generale della Uiltec Umbria.
La centralità del polo chimico di Terni, il suo ruolo cittadino e regionale, questa mattina è emerso in tutta la sua debolezza nelle sedute congiunte delle commissioni consiliari che hanno trattato la vertenza Treofan.
Una seduta con tante persone: i lavoratori in cassa integrazione, il liquidatore dell’azienda Filippo Varazi, il sindaco Leonardo Latini, tutte le sigle sindacali, i consiglieri comunali, il dramma di 102 famiglie che il 23 febbraio vedranno scadere la cassa integrazione, la cui proroga non è scontatissima.
Il liquidatore ha parlato dei tentativi in corso per riattivare l’impianto o comunque per utilizzarlo per altre attività produttive capaci di riassorbire manodopera. C’è l’offerta da tempo nota, quella della Hgm che dovrà essere vagliata nei prossimi giorni dal liquidatore e dal tavolo dell’ex Mise che si riunirà nella previgilia di Natale, il 23 dicembre. Ma oggi, sotto l’insistenza della presidente di commissione Rita Pepegna, da Varazi è arrivato anche qualcos’altro. Ci sarebbe l’interessamento di un gruppo arabo, una offerta però tutta da verificare. «Intanto – ha riferito sempre il liquidatore – oggi pomeriggio è previsto un sopralluogo per verificare gli spazi che all’interno del sito produttivo sono utilizzabili da subito e quali invece necessitano di interventi strutturali».
Il sindaco ha insistito sulla necessità di preservare il polo chimico della Polymer: «La perdita definitiva di pezzi rischia di creare un effetto domino. Quel sito è pensato per lavorare in maniera integrata».
Molto dure le opposizioni e i Cinque Stelle scatenati sulla assenza dell’assessore regionale Fioroni. La Regione ha concesso solo una funzionaria collegata in streaming. Su questo, critiche anche dalla maggioranza, in particolare dalla consigliera di FdI Paola Pincardini.
Federico Pasculli (M5S) ha ricordato la Valle Sostenibile promessa alcuni mesi fa da Fioroni: «Se per il sito chimico di Terni si fanno politiche concrete regionali e nazionali di transizione ecologica allora le richieste di insediamento aumenteranno. Se si continua a rimanere con le mani in mano non arriveranno imprenditori credibili».
Sia i sindacalisti, che i lavoratori, che i consiglieri comunali, hanno pressato il liquidatore affinché si arrivi all’appuntamento del 23 dicembre con un percorso maggiormente definito.
La fame chimica, alla fine, sembra essere rimasta tutta intatta.



