TERNI – “Dramma e passione – da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi”, la mostra incentrata su un’opera mai esposta di Artemisia Gentileschi, Giuditta con la testa di Oloferne ed in particolare su due opere di Caravaggio difficilmente visibili al pubblico, la Maddalena addolorata e La crocifissione di sant’Andrea, allestita a Palazzo Montani Leoni, si anima. Esce dalle otto sale in cui lo storico dell’arte Pierluigi Carofano ha collocato le trentatatré opere esposte, diventando uno spettacolo itinerante di e con Stefano de Majo. Che prima però, alle ore 15 di sabato 17 dicembre condurrà il pubblico all’interno di Palazzo Montani Leoni, concedendosi una “irruzione caravaggesca”. Effettuerà un’intensa e fulminea performance di qualche minuto durante la visita guidata alla mostra.
Domenica 18 dicembre invece, alle ore 17, rappresenterà l’intero spettacolo dal titolo ” Caravaggio, il riflesso del genio tra Pasolini e Petrolini ” presso la sala del Museo diocesano di Terni, preceduta da un’ altra suggestiva performance lungo le vie antistanti il duomo.
Alla piéce parteciperà anche Emanuela Boccacani con le sue musiche dal vivo (flauto, handpan e campane tibetane unite ai movimenti scenici curati dalla coreografa Romana Sciarretta). Gli artisti si muoveranno sulla scena di fronte alle retroproiezioni delle opere in movimento del Caravaggio, grazie alla video art di Paul Harden (le esibizioni di entrambe le giornate sono gratuite e a numero chiuso, potendosi prenotare al numero 345 6983825, tramite whatsapp).
«È una grande emozione portare a Terni il mio Caravaggio – commenta l’autore e attore Stefano de Majo – non solo presentarlo nella mia città in un momento di grande clamore mediatico, culturale e turistico destato dal successo della mostra, ma anche perché lo spettacolo racconta come taluni personaggi che si rivelarono importanti e in alcuni casi determinanti per le vicende artistiche e private del Merisi, furono umbri, come ad esempio il cardinale Francesco Maria Del Monte che fu il suo mecenate e pigmalione, di origine tifernate ma nel caso del ternano Ranuccio Tomassoni, lo spadaccino del famoso duello, della musa Maddalena Antonietti che fu donna del Caravaggio e dell’ amerino Petrignani, che lo accolse al suo primo arrivo a Roma. Tutti personaggi che legano indissolubilmente il Caravaggio al nostro territorio». Nel corso delle sue incursioni, Stefano de Majo parlerà anche della famosa Natività che fu rubata la notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969 nell’oratorio di San Lorenzo a Palermo e che non fu mai ritrovata.




