di Marco Brunacci
PERUGIA – Tanto per cambiare, ecco una nuova fase di passaggio nella politica, mai così fluida come in questo periodo.
Tormenti nazionali, ma con risvolti umbri tutti da seguire.
Le ultime dalla Lega, diventata per una stagione partitone di governo anche in Umbria, ma adesso nella fase dei dissidi, pezzi persi, sbandamenti e smarrimenti.
La foto di Pocaforza – candidato sponsorizzato dal sindaco Latini come segretario comunale di Terni, mandato a certa sconfitta – alla kermesse di Bandecchi è la dimostrazione di dubbi e tormenti che percorrono il corpaccione del partito di maggioranza relativa delle attuali assemblee elettive.
Escluso che Pocaforza fosse in veste di 007 inviato, che so, magari dal sindaco Latini, si deve prendere atto che c’è tanta agitazione in giro. L’uscita fragorosa, con sbattimento della porta, da parte della ex commissaria della Lega a Terni, Barbara Saltamartini, la dice lunga sul fuoco che covava sotto la cenere ternana.
C’e’ il rischio che venga giù tutto? Mah, la politica è strana. Quando pensi che si precipita, c’è chi trova appigli impensati.
Ma la situazione va monitorata.
A Terni il segretario regionale Caparvi ha dovuto incassare un j’accuse di un personaggio di rilievo come Ravasio che di sicuro gli ha provocato picchi di acidità di stomaco.
Non bastasse, quando prende decisioni che succede?
Per restare a Terni, se la Lega indica un presidente per TerniReti, il sindaco Latini ne sceglie un altro.
Per andare in Regione, se il partito chiede con forza di procedere a un rimpasto di Giunta regionale su due assessori, la presidente Tesei prosegue sulla sua strada di “rimpastarne” uno soltanto (Coletto). Non è ancora riuscita nell’intento, è ancora in attesa del via libera di Salvini, ma non risulta che si sia mossa di un millimetro dalla sua posizione.
Così facendo, finirà che Caparvi avrà una crisi di identità: esisto o non esisto?
Fin qui I tormenti della Lega. Ora quelli del Pd.
Già il lungo percorso congressuale, voluto da Letta per scegliere il nuovo segretario nazionale, sembrava fatto apposta per sfiancare il partito, ora i fatti tra Bruxelles e il Qatar proprio non aiutano.
E allora ecco che, tra tanti smarrimenti e sbandamenti, il fiero oppositore della segreteria regionale, sindaco di Gualdo Tadino, Presciutti, invoca la riunione dell’Assemblea regionale Pd, ma soprattutto lancia l’accorato appello: “Di fronte ai tanti problemi, non possiamo restare fermi”.
Un appello che dice quanto sia difficile la situazione.
C’è un partito-Pollicino che si è perso nel bosco senza aver nemmeno lasciato cadere in terra le briciole per tornare indietro?
C’è un’intera classe dirigente, nazionale e regionale, che letteralmente non sa più da che parte andare e resta ferma sperando che qualcuno venga a salvarli?
Più in concreto: tra tanto sbandamento e smarrimento, c’è davvero una ipotesi di scissione (col “risorto” Castagnetti alla guida) all’orizzonte?
Segnali da cogliere in Umbria ce ne sono e di ogni genere.



