A.P.
TERNI – Negli ultimi tempi è comparsa una scritta un po’ farneticante, che inneggia al soldato russo quasi che fosse un novello eroe della resistenza sovietica a Stalingrado.
Lo spray vandalico è andato ad occupare il vuoto lasciato dalla burocrazia: il chiosco alla rotonda di Cospea è di proprietà comunale ma palazzo Spada non riesce ad affidarlo ad un gestore.
E così gli imbrattamenti, gli atti vandalici, l’accumulo di sporcizia, imperversano, portando quel degrado urbano che pure palazzo Spada dice di aver contrastato.
Il luogo è uno dei più trafficati della città, a due passi dal centro commerciale, anello di congiungimento per la viabilità in entrata e in uscita al cuore di Terni e al popoloso quartiere della Polymer.
La storia del chiosco della rotonda di Cospea è tormentata. Anni fa divenne il simbolo della piccola illegalità edilizia, in quanto l’attività commerciale presente aveva dato luogo ad una serie di ampliamenti non autorizzati.
In molti tuonarono contro quel groviglio di lamiere e tubi di alluminio, aprendo una lunga battaglia per la rimozione. Va detto che il chiosco, per anni, ha rappresentato comunque un luogo di aggregazione per i quartieri di Cospea e San Giovanni. Per giovani e anziani.
Il proprietario – il Comune di Terni – ha fatto rimuovere gli ampliamenti abusivi ed è rientrato in possesso del bene. Ma si è arrestata lì, l’azione propulsiva della burocrazia. Il bando per l’individuazione di un nuovo gestore non è mai arrivato. Sono arrivati invece gli abbandoni di spazzatura e le erbacce. E sono arrivati i tentativi di sfondamento degli infissi quasi che il chiosco custodisse un qualche tesoro.
Il consigliere comunale Federico Pasculli ha segnalato più volte la situazione di degrado: «Se non c’è la pubblica amministrazione efficiente è chiaro che si lascia spazio a chi vuole solo distruggere». «Mi domando – aggiunge Pasculli – quanto tempo ancora dovremo aspettare affinché l’ufficio patrimonio proceda al bando ad evidenza pubblica, per individuare il nuovo gestore».
«Il chiosco – sottolinea il consigliere- può produrre reddito per il Comune, con un piccolo affitto e può contribuire realmente a quel decoro urbano del quale, in questa circostanza, non c’è traccia».


